Martedì, 13 Gennaio 2026 Abruzzo

Il nibbio reale trova casa in Abruzzo: sono oltre 250 gli esemplari svernanti

L'attività di monitoraggio svolta dalla Stazione Ornitologica Abruzzese (Soa) da oltre 15 anni

Il nibbio reale Milvus milvus continua a scegliere l'Abruzzo: sono oltre 250 gli esemplari svernati, si trovano specialmente in una vasta area meridionale della provincia di Chieti come censito dalla Soa - la Stazione Ornitologica Abruzzese che da oltre 15 anni si occupa del monitoraggio di questa specie.

Il nibbio reale è un uccello rapace raro e localizzato in poche nazioni europee caratteristico per la evidente coda forcuta, il colore rossastro ed il volo veleggiato di cui è un vero campione in confronto a molti altri uccelli: non a caso in inglese è chiamato Red Kyte letteralmente traducibile in ‘Aquilone rosso’. 

"Per la sua rarità - spiega la Soa - è una specie tutelata da direttive e convenzioni internazionali purtroppo ancora in pericolo a causa delle numerose collisioni con le pale degli aerogeneratori, delle uccisioni illegali e dell’avvelenamento causato dalla ingestione di pallini di piombo che si nascondono nei resti di animali abbattuti dai cacciatori di cui si nutre. In Abruzzo è presente e nidificante soprattutto in una vasta area nella parte meridionale della provincia di Chieti, dove purtroppo si concentrano però enormi campi eolici e sono previste oltre 70 nuove torri eoliche alte oltre 200 metri i cui rotori, come dimostrato in tutto il mondo, rappresentano una grave minaccia per i nibbi e altri uccelli rapaci". 

Per stimare l’entità della popolazione il modo migliore è identificare e monitorare nel periodo invernale i posatoi localizzati su grandi alberi, dove all’imbrunire si concentrano anche oltre 50 esemplari di nibbio. La prima stima della popolazione svernante di nibbio reale in Italia è stata promossa dal Centro italiano studi ornitologici nel 2011 e da questo anno il conteggio contemporaneo ai dormitori comuni utilizzati dalla specie è stato organizzato a scala europea nell’ambito del progetto Life Eurokyte finanziato dalla Ce. 

Lo scorso fine settimana 16 rilevatori volontari della Soa hanno raccolto i dati di presenza della specie contando simultaneamente in 10 diversi dormitori un totale di 257 individui, un numero leggermente superiore a quello degli anni precedenti. 

"Degno di rilievo è la conferma dell’aumento di questi uccelli rapaci sia, accanto al nuovo Sito di alimentazione supplementare di Civitaluparella, in un dormitorio in provincia di Teramo con 67 esemplari, la recente colonizzazione. La popolazione svernante in Abruzzo, - rimarca la Soa in una nota - in realtà è parte di una metapopolazione comune alle regioni Molise e Puglia, ed è pari a circa il 20% della popolazione nazionale. L’Abruzzo rappresenta quindi una delle regioni più importanti con una popolazione nidificante inferiore solo a quella della Basilicata e del Molise di una specie inclusa nell’allegato I della Direttiva 147/2009/Ce, considerata vulnerabile nella lista rossa delle specie della fauna italiana e classificata come Spec 2 (specie con status di conservazione in Europa sfavorevole e popolazione concentrata in Eu) da Birdlife International".