Sabato, 10 Gennaio 2026 Abruzzo

"Milioni al Napoli Calcio, briciole allo sport abruzzese"

Vincenzo Menna: "Le famiglie pagano il fallimento di Marsilio"

Da una parte ben 1,3 milioni per far passare in Abruzzo il Giro d'Italia di ciclismo e 1,2 milioni di euro l'anno per ospitare il ritiro precampionato del Napoli Calcio a Castel di Sangro, in provincia dell'Aquila, fino al 2035. Dall'altra parte, appena 244.187 euro, con cui è stata rifinanziata la legge 2 del 2018, a favore della promozione dell'attività sportiva e della relativa impiantistica, per decine e decine di beneficiari, che hanno ottenuto però briciole, da 8 euro ad un massimo di 350 euro.

Su questa vicenda, di cui già si è occupato Abruzzoweb, si è focalizzato l'intervento in Consiglio regionale, nella sessione di fine anno che ha approvato il bilancio, di Vincenzo Menna, consigliere regionale di Abruzzo insieme, ex vicesindaco ed ora consigliere comunale di Atessa, in provincia di Chieti. Un tema a lui caro, quello dello sport, essendo stato un calciatore di alto livello, che ha militato nel campionato di serie C, e che ha giocato nel ruolo di stopper, con il Vasto, il Lanciano, il Castel di Sangro, il Teramo e l'Avezzano.

"L'Abruzzo sta pagando il prezzo di sette anni di governo del centrodestra che ha prodotto una crisi profonda economica e sociale - ha esordito nel suo intervento d'aula -. In questo contesto il bilancio dovrebbe essere uno strumento di rilancio capace di sostenere i comparti produttivi e strategici, tutelare le fasce deboli della popolazione, dando la priorità alla coesione sociale e allo  sviluppo. Purtroppo nulla di tutto questo si ritrova in questo bilancio, privo di visione, senza una strategia e senza il coraggio di intervenire sulle criticità che affliggono la nostra regione. Non  è una vera manovra di bilancio, è un'operazione contabile che trasferisce il peso delle scelte politiche su famiglie ed imprese".

Premesso questo, Menna è partito all'attacco sull'assai misero rifinanziamento della legge regionale dell0 sport.

"Queste scelte non riguardano solo lo sport, ma il modello di società che vogliamo costruire e sostenere in Abruzzo. Lo sport di base, lo sport come presidio sociale, educativo ed economico dei territori.  Ebbene, la legge regionale 2 del 2018 era nata con questo nobile obiettivo, e l'esito è stato sconcertante. A numerose associazioni sportive sono stati assegnati contributi risibili, in alcuni casi addirittura pari ad 8 euro. Una cifra che non copre nemmeno una giornata di utilizzo di una struttura sportiva, un'ora di affitto di una palestra..."

Poi però, 1,3 milioni sono stati destinati  all'organizzazione del giro di Italia, ha ricordato Menna, e "sia chiaro, nessuno mette in discussione il valore mediatico e simbolico dei grandi eventi come il Giro di Italia, ma il punto è un altro. Non si può finanziare un grande evento svuotando una legge nata per sostenere lo sport di base, trasformandola di fatto in un semplice contenitore da cui attingere risorse. Lo sport, ripeto,  non è solo agonismo, lo sport è socialità, inclusione, prevenzione, è uno degli ultimi veri presidi sociali rimasti in molti comuni dell'interno. Parliamo dei settori giovanili, di bambini e ragazzi che grazie allo sport imparano il rispetto delle regole il senso di appartenenza e i sani valori. Parliamo di famiglie che trovano nello sport un punto di riferimento. Parliamo anche di un'alternativa concreta al disagio sociale".

E non c'è solo il giro d'Italia, ma anche gli 1,2 milioni di euro l'anno fino al 2035 per ospitare a Castel di Sangro il ritiro del Napoli calcio.

"La mia posizione e quella del gruppo Abruzzo insieme non è quella di dire che non va bene a prescindere una simile scelta, ma è altrettanto vero che il contributo regionale stanziato negli anni a favore delle società di Aurelio De Laurentiis appare oggettivamente sproporzionato, e meriterebbe una seria riflessione. È innegabile infatti che il Napoli Calcio tragga un enorme vantaggio economico da questa operazione. La vicinanza geografica con Napoli consente a migliaia di tifosi di seguire gli allenamenti e le partite amichevoli, a pagamento, garantendo alla società introiti molto più elevati rispetto a quanto accaduto in passato, ad esempio nel ritiro precampionato in Trentino, dove i contributi pubblici erano tra l'altro minori rispetto a quelli che versa oggi l'Abruzzo".

E allora ha incalzato Menna, "è legittimo chiedersi se il contributo pubblico regionale sia davvero commisurato o se non sia invece sbilanciato a favore di una grande società di calcio professionistico, tenuto conto che se si vuole giustificare un investimento regionale così importante, quella presenza dovrebbe diventare un patrimonio di tutta la regione, un evento diffuso, con incontri ed eventi che coinvolgano anche altri territori abruzzesi, solo così si può parlare di un vero ritorno regionale e non solo locale, o peggio esclusivamente privato".

Ha concluso Menna: "qualche anno fa, sulla costa adriatica, nel mese di ottobre, si svolsero le gare di orienteering, che portarono circa 4.000 persone a riempire le strutture alberghiere in un periodo  considerato morto. Fu un'iniziativa sostenuta quasi esclusivamente dai privati. E invece è su queste iniziative che bisognerebbe investire, perché con risorse contenute si possono produrre risultati concreti e misurabili".