Venerdì, 2 Gennaio 2026 ChietiSaldi invernali al via dal 3 gennaio per 60 giorniConfcommercio Chieti: “Serve una revisione delle regole sulle promozioni”sempre più spesso, diventano concorrenti diretti dei negozi tradizionali attraverso le vendite online. Un contesto che rende la stagione dei saldi particolarmente delicata per il commercio di prossimità. Attesa anche da parte dei consumatori. Secondo le stime di Confcommercio, la spesa media sarà di 137 euro a persona, pari a 303 euro a famiglia, con il coinvolgimento di circa 14 milioni di famiglie in tutta Italia e un giro d’affari complessivo stimato in 4,9 miliardi di euro. A frenare gli acquisti, tuttavia, è la ridotta capacità di spesa delle famiglie, provate dalle festività natalizie e da un anno segnato da rincari diffusi e continui aumenti dei prezzi. “Le svendite anticipate rendono sempre meno incisivo l’impatto dei saldi”, sottolinea Marisa Tiberio, presidente di Confcommercio Chieti e vicepresidente nazionale di Federmoda Confcommercio. “Per questo chiediamo una revisione delle regole sulle promozioni, affinché garantiscano concorrenza leale e pluralismo. È necessario anche posticipare di qualche settimana l’inizio dei saldi, pur mantenendo la data unica, così da poterli definire realmente saldi di fine stagione, accorciandone allo stesso tempo la durata”. Tra i settori maggiormente penalizzati dai ribassi anticipati c’è quello della moda, dove negli ultimi anni si sono moltiplicati saldi privati, pre-saldi, winter pre-sale ed exclusive sales. A questi si aggiunge il Black Friday, che da singola giornata promozionale si è spesso trasformato in settimane intere di sconti concentrate nel mese di novembre. “È stato un anno difficile, di quelli che mettono alla prova chi lavora dietro al bancone”, conclude Tiberio. “La sfida del 2026 è contrastare la desertificazione commerciale, riconoscendo le fragilità dei territori ma anche valorizzandone le potenzialità turistiche, culturali e ambientali. Servono sostegni concreti ai negozi di prossimità e ai negozi storici, perché senza negozi le città diventano dormitori. È fondamentale inoltre una campagna di sensibilizzazione che vada oltre il semplice ‘compra sotto casa’, mettendo in luce l’impatto che le scelte di consumo hanno sull’ambiente e sulla vivibilità delle nostre città”
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