Lunedì, 15 Dicembre 2025 ChietiCSX, LEGNINI CANDIDATO SINDACO, PRESSING E SONDAGGIOFERRARA PRONTO AL BIS MA LA MAGGIORANZA APPARE DIVISAIl ritorno come protagonista della politica abruzzese del 66enne Giovanni Legnini, da Ischia, dove è oggi commissario straordinario alla ricostruzione post-sisma, come candidato sindaco del centrosinistra a Chieti, alle elezioni della primavera prossima. In uno scenario in cui però ambisce alla riconferma anche il sindaco in carica, il medico 71enne Diego Ferrara, con la difficoltà rappresentata dai rapporti sempre più problematici con la componente civica della coalizione, che fa capo al suo vice Paolo De Cesare, 33enne, esponente della nota famiglia di costruttori. Alla prima ipotesi stanno già da tempo lavorando dietro le quinte i maggiorenti del campo largo della provincia di Chieti, che considerano la miglior carta da giocare quella dell’avvocato originario della vicina Roccamontepiano, ex vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, ex parlamentare e sottosegretario all’Economia con delega alla ricostruzione del terremoto dell’Aquila del 2009, ex commissario straordinario di governo per la ricostruzione post sisma del Centro Italia 2016 e 2017, che già si era candidato nel 2019 a presidente della Regione Abruzzo per il centrosinistra, sconfitto da Marco Marsilio, di Fdi, a capo del centrodestra. Tra i più attivi a lavorare ad una sua discesa in campo, ritenuta vincente e capace di aggregare le varie anime della coalizione, il deputato del Partito democratico, ex presidente della Regione, ed ex sindaco di Pescara Luciano D’Alfonso, ma anche il capogruppo del Pd in consiglio regionale Silvio Paolucci, il segretario di Italia viva, Camillo D’Alessandro. Il diretto interessato però ancora non scioglie la riserva, e a margine della presentazione del progetto Policardio, per la prevenzione cardiovascolare nei giorni scorsi a Roma, si sarebbe limitato a commentare a chi gli chiedeva conferma delle oramai ripetute indiscrezioni: “che dire… ci stanno provando a tirarmi per la giacchetta”. Intanto però, visto che l’interessamento da parte di Legnini c’è eccome a tornare a casa, è stato intanto commissionato un sondaggio sul suo gradimento personale come candidato sindaco di Chieti, di cui si avrà l’esito tra qualche giorno. C’è de resto anche l’incognita rappresentata dall’ipotesi di Legnini come assessore regionale in Campania nella giunta del neoeletto presidente Roberto Fico del MoVimento 5 stelle, ex presidente della Camera. Va detto però che per i 12 posti disponibili si è già scatenata la ressa, e gli appetiti tra i mister preferenze dei vari partiti e delle correnti del Pd, quella di Elly Schlein, e quella del potentissimo presidente uscente, Vincenzo De Luca, sono ben superiori rispetto alle poltrone disponibili, con davvero poco spazio per gli outsider di natura tecnica come appunto l’attuale commissario straordinario di Ischia. Per la partita di Chieti, risposte più concrete arriveranno, si presume prima di Natale, in una riunione del tavolo del campo largo, con primo punto all’ordine del giorno proprio le elezioni chietine. Ma del resto di fretta non ce n’è, visto che il centrodestra è ad oggi ben più spaccato, come lo era alle elezioni di cinque anni fa, con tre nomi in ballo per Fdi, Giuseppe Giampietro, ex vicesindaco, il direttore di Confartigianato Chieti, Daniele Giangiulli e l’avvocato Cristiano Sicari, con la Lega che però punta i piedi, e intanto nel suo interno si è scatenata pure la lotta tra chi vuole come candidato salviniano Mario Colantonio, capogruppo in consiglio, e chi trama nell’ombra a favore di Liberato Aceto, consigliere comunale anche lui ed ex consigliere regionale. Del resto anche il sindaco Ferrara ha confermato nell’ultima assemblea cittadina del Pd, la disponibilità a ricandidarsi, tenuto conto però che “la mia ricandidatura verrebbe avanzata dal mio partito, il Pd, ma noi siamo in coalizione ed è dal tavolo della coalizione che deve uscire una proposta condivisa. Se sul mio nome ci sarà condivisione, non posso che ringraziare. Altrimenti si vedrà cosa fare”. In molti nel partito cittadino lo appoggiano, ma lo stesso Ferrara non ha escluso di fatto la possibilità di fare un passo indietro in caso di discesa in campo di Legnini, e di ricandidarsi come capolista del Pd. Ferrara ha però rivendicato il diritto di portare a termine l’opera, dopo aver saputo espugnare contro ogni pronostico della vigilia una roccaforte del centrodestra, al ballottaggio, contro il candidato leghista Fabrizio Di Stefano, 57,3% contro il 42.6%, seppur favorito dalla spaccatura degli avversari, dove l’ex consigliere ed assessore regionale Mauro Febbo, di Forza Italia che, in rotta con Di Stefano, aveva sostenuto Bruno Di Orio. E poi l’aver dovuto ereditare un Comune in dissesto finanziario dal sindaco di centrodestra Umberto di Primio, condannato per questo dalla Corte dei conti . Ferrara è stato invece assolto, per l’operato nella sua prima fase della consiliatura, poi però a luglio la Procura regionale della Corte dei ha presentato ricorso in opposizione contro il decreto che aveva escluso la responsabilità del sindaco Ferrara e dell’assessora al bilancio Tiziana Della Penna. Infine ha ricordato che la sua azione amministrativa è stata anche resa ancor più difficile dalla pandemia del covid 19. A frenare però sull’ipotesi del Ferrara bis è anche il MoVimento 5 stelle, che in più di un passaggio è andato in contrasto con il sindaco, e che ha come suo uomo forte l’assessore comunale alla sanità, Fabio Stella, fratello della ex consigliera regionale Barbara Stella. E c’è poi il polo civico di Paolo De Cesare che tifa per Legnini, come pure il consigliere di Alleanza verdi e sinistra Edoardo Raimondi per il quale, fermo restando che Ferrara è il candidato sindaco “naturale”, ben venga anche un candidato in grado di costruire una coalizione ancora più larga. Come appunto Legnini. Filippo Tronca Pubblicato su Abruzzoweb
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