Sabato, 29 Novembre 2025 Nazionali

Astensionismo, "Incide invecchiamento della popolazione"

UNSIC, “In Italia e in Abruzzo si registra il crollo degli elettori"

Se per quasi trent’anni, dal 1948 al 1976, la percentuale di votanti in Italia è rimasta stabile tra il 92% e 94% e fino al 2008 stazionaria sopra all’80%, negli ultimi anni il crollo della partecipazione elettorale è stato verticale. Il crescente fenomeno dell’astensionismo, in Italia e in Abruzzo, con i non elettori oramai di gran lunga il primo partito , è dovuto certo alla disaffezione per la politica, alla mancanza, reale o percepita che sia, di vere alternative, al cupio dissolvi del voto d’opinione, rispetto a quello clientelare e familistico.

Ma potrebbe dipendere anche anche, aspetto poco considerato, da un fattore demografico: il progressivo invecchiamento della popolazione, in un Paese che ha una delle età medie più alte del mondo, 46,8 anni, ovvero dalla oggettiva difficoltà o motivazione degli anziani a recarsi alle urne, a cui si aggiunge l’alta e crescente percentuale di disabili.

La lettura è suggerita da uno studio, che ha attinto dai dati Istat, Inps, Inail e Censis, da parte dell’Ufficio comunicazione dell’Unsic, sindacato datoriale ramificato in tutta Italia e membro del Cnel.

“Un dato che viene poco considerato è quello demografico: la popolazione invecchia, il numero dei disabili cresce e la loro incidenza nella percentuale di “non votanti” è sempre più rilevante. Se c’è, in sostanza, chi sceglie di non votare, c’è anche chi non può proprio scegliere”, spiega Domenico Mamone, presidente dell’Unsic.

Il tema dell’astensionismo è tornato alla ribalta delle cronache dopo le ultime regionali: in Campania i votanti sono scesi in 5 anni dal 55,5% al 44,1%, in Puglia dal 56,4% al 41,8%, in Veneto dal 61,1% al 44,6%. Alle ultime politiche del 2022 si è scesi al 63,9%, dieci punti in meno rispetto al 2013, alle ultime Europee al 49,7% con il record dell’appena 37,2% nelle ultime regionali del Lazio.

E l’Abruzzo non fa eccezione: alle Regionali del febbraio 2019 con la vittoria del centrodestra di Marco Marsilio di Fdi, l’affluenza è stata del  53,11 %, pari a 643.287 votanti su 1.211.204 aventi diritto, mentre nelle elezioni del marzo 2024, che hanno riconfermato Marsilio, si è scesi al 52,1%. Alle Politiche del 2013 l’affluenza è stata del 75,9 %, pari a 810.590 votanti, nel 2022 si è scesi al 63,9%, pari a 657.134 votanti.

Ebbene, focalizzando lo sguardo sull’Abruzzo osserva l’Unsic: la percentuale di ultra 65enni è cresciuta del 5,5% dal 2002 ad oggi e il numero dei cittadini disabili con limitazioni gravi è di circa 64.000 unità e anche questo in quota parte potrebbe incidere sull’astensionismo.

“Il primo dato da prendere in considerazione è quello dell’invecchiamento crescente della popolazione italiana – spiega Giampiero Castellotti, responsabile dell’Ufficio comunicazione Unsic -. L’indice di vecchiaia nel nostro Paese, dal 2002 ad oggi, è passato da 131,7 a 207,6″.

Nello stesso periodo, “l’età media della popolazione in Italia è passata da 41,9 del 2002 all’attuale 46,8, nonostante la spinta al ribasso determinata dall’immigrazione. Gli ultrasessantacinquenni, che nel 2002 costituivano il 18,7% della popolazione, oggi rappresentano il 24,7%. E incarnano ben il 30% dell’intero corpo elettorale”.

Più nel dettaglio, in Abruzzo la percentuale di ultrasessantacinquenni è salita dal 20,5 al 26%, con le punte massime nelle province di Chieti (26,7%) e l’Aquila (26,8%), mentre Pescara e Teramo sono le più “giovani” con il 25,2%. E l’età media è cresciuta da 42,5 a 47,6, con punte massime nelle province dell’Aquila (48,1) e Chieti (48), minime a Pescara (47,2) e Teramo (47,3).

Collegato all’invecchiamento della popolazione si registra il costante e rilevante aumento del tasso di disabilità, che colpisce principalmente la fascia più anziana della cittadinanza.

“I dati Inps acquisiti dal nostro patronato Enasc indicano che le prestazioni per i cittadini disabili dal 2002 al 2025 sono raddoppiate: da 1,7 a 3,4 milioni, con 2,5 milioni di invalidi civili e 630mila invalidi parziali. Si tratta di quasi il 6% della popolazione”.

“L’Istat certifica che quasi tre milioni di italiani ha limitazioni gravi e quasi nove milioni e mezzo limitazioni non gravi. A questi occorre aggiungere le indisposizioni temporanee. Escludendo quindi i cittadini sotto i 18 anni che non votano, possiamo concludere che circa il 4-5% dell’elettorato è fisiologicamente impossibilitato a votare e preferisce comunque non farlo, pur alcuni potendo usufruire dei supporti sociali. Percentuale che aumenterà costantemente con l’avanzare dell’età media”.