Venerdì, 3 Ottobre 2025 AbruzzoNAIADI: CON FIRA COSTI 1,8 MLN, INCASSI 140MILA EUROIN RITARDO SPORT E SALUTE PER IL NUOVO CORSOUn solo anno di gestione delle piscine Naiadi di Pescara, dal febbraio 2024 al febbraio di quest’anno, affidata alla Fira, la finanziaria regionale, è costata 909.623 euro, a cui si aggiungono 980.995 euro, a carico della Regione Abruzzo, che ne è proprietaria, tra manutenzioni ordinarie, utenze, Imu e Tari. In totale 1.890.618 euro, a fronte di un incasso di 140.000 euro, tenuto conto che l’apertura è a ranghi ridotti, con piscine riservato alle sole società sportive, e rispettivi soci, e precluso è il libero accesso. I conti, non certo esaltanti, sono messi nero su bianco in una relazione tecnica allegata ad una delibera di giunta del 24 settembre, con la quale si è compiuto un passo importante per il nuovo corso, seppure in forte ritardo: l’affidamento del glorioso e sfortunato complesso sportivo pescarese alla costituenda società in house Abruzzo Sport e Salute Spa, prevista all’articolo 25 dell’ultima legge di stabilità a febbraio scorso. Nella delibera di giunta si è infatti approvato l’atto di indirizzo per la costituzione a totale partecipazione pubblica, con appunto allegato uno studio preliminare della fattibilità economico-finanziaria, con la previsione che una volta effettuatati i lavori di efficientamento energetico, e alla riapertura integrale dell’impianto si arriverà ad utili anche di 500.000 euro l’anno. Ad oggi però costa non poco alle case pubbliche tenere aperte le piscine, finite in un incubo gestionale dopo il 2017, a seguito del crack società Progetto Sport Gestione Impianti srl, che la gestiva da venti anni, con il titolare Vincenzo Serraiocco condannato l’anno scorso per bancarotta fraudolenta, e a cui hanno fatto seguito gestioni provvisorie, rinunce causa covid, project financing annunciati e poi rimessi nel cassetto, mesi di chiusure, dipendenti senza stipendio, polemiche politiche a non finire. L’idea di affidare le piscine alla Fira è stata in primis del presidente Marco Marsilio di Fdi che nell’ottobre 2023 si rese protagonista, già in campagna elettorale per il secondo mandato, di un tuffo beneaugurante dopo la riapertura degli impianti, assegnati alla Club acquatico Pescara per venti anni e 39 milioni di euro. Parallelamente era però scattata una inchiesta della Procura di Pescara, per presunta turbativa d’asta, archiviata per ironia della sorte ad aprile scorso, che ha indotto l’Areacom, l’Agenzia regionale dell’Abruzzo per la committenza, del direttore generale Donato Cavallo, di annullare l’affidamento. E così Marsilio che non poteva certo permettersi di presentarsi alle urne con le piscine chiuse, ha tirato fuori il coniglio dal cilindro: la gestione provvisoria affidata alla Fira, del presidente Giacomo D’Ignazio, da aprile scorso affiancato dall’amministratore delegato Gianni Chiodi, ex presidente della Regione. Affidamento arrivato con una delibera del 7 febbraio 2024, poco prima delle elezioni del 10 marzo, e fino al 14 agosto 2024, con uno stanziamento di 1.390.000 euro, per continuare ad assicurare una “erogazione del servizio di rilevanza pubblica”, “per evitare alla Regione di sostenere gli oneri connessi al ripristino degli impianti per danni cagionati dal relativo fermo dell’impianto”. C’è stata dunque una proroga, prevista dalla stessa delibera, e a gennaio scorso, con un’altra delibera di giunta è stato rinnovato l’affidamento fino al 31 dicembre prossimo, prorogabile di altri sei mesi, mettendo sul piatto altri 800.000 euro. Ancora una volta una gestione senza utili per la società stessa, limitata ai soli impianti sportivi, garantendone la fruizione alle sole associazioni e società sportive dilettantistiche del territorio abruzzese e un utilizzo ridotto del complesso sportivo, della sola piscina del pallanuoto coperta, la piscina olimpionica esterna per due mesi estivi e da gennaio la piscina al piano terra. Ora, dopo tanti denari pubblici spesi, pur di garantire ad ogni costo l’apertura della piscina e un servizio pubblico, passi decisivi sono stati fatti nelle ultime settimane per una gestione finalmente sostenibile: la citata delibera del 25 settembre, per procedere alla costituzione della società in house Abruzzo Sport e Salute Spa, e martedì scorso in Consiglio regionale c’è stata l’approvazione di un emendamento da 180.ooo euro per l’istituzione della società, di cui 60.000 euro per il rogito notarile, e 120.000 per capitale iniziale che si va ad aggiungere ai 50.000 euro stanziati a febbraio. Il Pd ha votato a favore, e intervenire in aula il consigliere Antonio Blasioli, in questi anni in prima linea sulla tormentata gestione delle Naiadi, ha ricordato “gli alti costi per garantire una gestione ridotta, visto che molti sostengono che a Montesilvano e Pescara non è più possibile fare nuoto libero, visto che Fira, ente pubblico, può solo affittare gli spazi acqua alle associazioni sportiva. Occorre urgentemente una gestione diversa, attraverso anche una società in house che però finora non ha visto la luce la luce. Chiediamo che l’opposizione venga coinvolta nell’atto costitutivo e nello statuto di Abruzzo sport e salute spa”. Utile lettura è dunque la relazione tecnica che riporta anche i costi di gestione dal febbraio 2024 al febbraio 2025, da parte di Fira e direttamente dalla Regione Abruzzo, segnatamente del servizio Patrimonio e Datore di lavoro e dal servizio Innovazione, Gare e Contratti. Per la Fira il conto è di 909.623 euro, in cui la voce principale è quella del personale impiegato nella piscina, 327.233 euro, per 4 lavoratori somministrati da agenzia interinale, 4 addetti alla segreteria, 4 bagnini e 2 manutentori. Per la Regione Abruzzo il costo è di 980.995 euro di cui 365.000 euro di utenze di per acqua, luce e gas e 307.995 euro di manutenzioni straordinarie. In totale per tenere aperta la piscina un solo anno sono stati spesi 1.890.618 euro, mentre il ricavo è stato d circa 140.000 euro. In vista della nuova gestione da parte di società Abruzzo Sport e Salute Spa la musica dovrebbe però completamente cambiare. Innanzitutto sono già disponibili 5.500.000 euro a valere sulle risorse Por Fesr, e la Regione Abruzzo con una delibera del 5 settembre ha approvato il programma di interventi della società comunale Pescara Energia, per il rinnovo e l’efficientamento di tutti gli impianti elettrici, termici, idricosanitari, di illuminazione, con un consumo, si stima nella relazione del 24 settembre, ridotto dell’80%, da un costo di 1.068.095 euro annui a soli 197.407 euro. Si prevede poi il ritorno all’apertura libera, per quanto riguarda la piscina olimpionica scoperta, dal 15 giugno al 15 settembre, la messa a regime di palestre, acquagym, nuoto agonistico, campo da calcetto, campus estivi, ristorazione e bar, eventi ludico-ricreativi, con ricavi previsto nel 2026 di 1.214.514 euro, che sottratti ai costi scesi intanto a 1.022.000 porterà ad utile netto di 192mila euro. E l’utile si prevede sarà in crescendo negli anni successivi assestandosi intorno ai 500.000 euro. Questo prevedendo alla voce costi 16 dipendenti full time, tra manutentori, ruoli tecnici e amministrativi, e lo stipendio per il futuro amministratore delegato di Abruzzo Sport e Salute Spa di 44.000 euro lordi annui. Riavvolgendo il nastro della tormentata vicenda i problemi sono cominciati con il crack da 6 milioni di euro della società Progetto Sport. Vicenda che poi ha portato alla condanna a settembre 2024, impugnata in appello per il titolare, il commercialista pescarese Vincenzo Serraiocco, accusato di bancarotta fraudolenta, e per Livio Di Bartolomeo e Paolo Colaneri. Dal quel 2017, con le piscino chiuse si è tentata senza successo la strada del project financing, e a dicembre 2018, in attesa del completamento dell’iter, al fine di evitare danni e inefficienze derivanti dalla chiusura, si è stabilito di procedere ad un affidamento temporaneo della gestione ai proponenti Asd Pescara 1987 e Land Bau. A ottobre 2019 altra gestione temporanea alla Ssd Pinguino Nuoto, mandataria dell’ati Naiadi 2020. Nel giugno 2021, l’ati Naiadi 2020 non ha però provveduto alla riapertura della struttura decidendo di rescindere il contratto anticipatamente rispetto alla scadenza, riconsegnando le chiavi del complesso. Tra le cause le pesanti conseguenze della pandemia del covid 19, con i lock down, i costi insostenibili di gestione per i rincari dei costi dell’energia e gli eccessivi consumi dovuti alla vetustà degli impianti obsoleti e molto energivori. A seguire nuova gara, aggiudicata, in via d’urgenza, al raggruppamento temporaneo formato da Pretuziana, unitamente ad asd Rari Nantes e Asd Effegiquadro con sottoscrizione della relativa convenzione in a ottobre 2022 e fino a metà 2023. Terminata in anticipo anche questa gestione, Areacom con direttore generale Donato Cavallo, e con procedura d’urgenza, ha affidato ad agosto 2023 ha affidato le Naiadi a Club acquatico Pescara. Ma subito si è mossa la procura di Pescara, per una presunta turbativa d’asta, indagando il commercialista Vincenzo Serraiocco, intanto diventato commissario provinciale di Noi Moderati e già candidato a sindaco di Pescara alle regionali del marzo dello stesso anno, lo stesso Donato Cavallo, Riccardo Fustinoni, presidente del Club Acquatico, Gianluca Cieri e Stefano Russo, della società Mia, accusati di aver fornito a Fustinoni garanzie fidejussorie provvisorie per partecipare alla gara, anche se sosteneva la Procura, la Mia non era autorizzata al rilascio di quella autorizzazione. Cavallo a novembre 2023 ha così annullato in autotutela l’affidamento, con le piscine che ancora una volto sono rimaste chiuse. Poi l’arrivo di Fira e l’avvio di un nuovo corso. Ad aprile di quest’anno, va infine ricordato, l’inchiesta a carico di Serraiocco, Fustinoni, Cieri e Russo è stata archiviata, su richiesta il procuratore Giuseppe Bellelli e del sostituto Luca Sciarretta, titolari del fascicolo richiesta di archiviazione accolta in toto dal gip Mariacarla Sacco, “perché il fatto non sussiste”. Filippo Tronca pubblicato su AbruzzoWeb.it
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