Martedì, 15 Settembre 2009 Abruzzo

Berlusconi a Onna per la consegna delle prime casette

Il vescovo dice: “basta con la politica di odio”

Fonte ANSA

Case di legno e in colori pastello, con i fiori alle finestre e il "frigorifero pieno di ogni ben di dio", assicura Silvio Berlusconi consegnando le chiavi della nuova casa alla fortunata famiglia Vecchio-Giancola, estratta a sorte ieri sera e corsa a firmare il contratto di comodato d'uso della casetta numero 39, tre camere proprio al centro della Nuova Onna. Parla poco il premier, ed è di tutta evidenza che lui oggi qui vuole essere soltanto l'uomo del fare, il politico che tra non pochi applausi può tirare le somme in attivo: "Era una promessa ardita, lo sapevamo, ma grazie a Dio mantenuta". "Il 21 si riapriranno le scuole - aggiunge Berlusconi - e sarà un altro successo straordinario". E gli striscioni di protesta, i mugugni di chi casa ancora non ce l'ha? "Le proteste sono solo di quei paesi dove ancora non siamo arrivati - taglia corto il Cavaliere -. Ci vuole tempo ma le promesse le manterremo". Il premier scopre la targa dell'asilo nido progettato da Giulia Carnevale, la ragazza di 22 anni morta, come tanti altri, tra le macerie della Casa dello Studente all'Aquila.

C'é ancora il tempo per dare il giusto merito ai compagni di lavoro, al fidatissimo Guido Bertolaso, come sempre al suo fianco: "Torneremo qui quando tutte le case saranno consegnate per un pranzo di ringraziamento con la Protezione Civile e la Croce Rossa". Per un attimo Berlusconi rispolvera le sue conoscenze di marketing: "Nelle case c'é tutto - promuove -: bicchieri, pentole, asciugamani, sapone, shampoo, dentifricio ed ogni ben di dio in frigorifero". In cucina, oltre alle buste di risotto precotto e alle zuppe in barattolo c'é anche un bigliettino di auguri, in cartoncino crema intestato in blu al presidente del Consiglio, firmato di suo pugno da Silvio Berlusconi. "I più affettuosi auguri di salute e serenità nella nuova casa", c'é scritto. Poche altre parole il premier le dice alla giovane madre che riceve con gli occhi lucidi le chiavi della casa nuova: "Che sia un nido d'amore per una nuova vita - le augura Berlusconi - per guardare avanti pensando al futuro con serenità e speranza".

Per il resto il premier - che si ferma nei cantieri di Bazzano prima di lasciare l'Abruzzo diretto a Roma, dove stasera parteciperà, in diretta, ad una puntata speciale di Porta a Porta sulla ricostruzione - si lascia alle spalle le polemiche e i malcontenti romani. Anche se accenna ad un sorriso ascoltando con la testa bassa le parole dell'arcivescovo dell'Aquila, monsignor Giuseppe Molinari. "Il Vangelo condanna chi chiacchiera e non fa fatti - dice l'alto prelato - ma premia chi agisce concretamente. Io prego per lei e le auguro di poter continuare a fare del bene come sta facendo non solo a noi ma all'interno nazione. Gli aquilani sono stanchi della politica fatta di discussioni e di odio, che nulla ha a che fare con la democrazia". Parole perfette per il premier, prima del rientro nella capitale.



PEZZOPANE, ANCORA MIGLIAIA SENZA CASA
''Oggi abbiamo vissuto un momento di gioia, ma e' una gioia piena di contraddizioni perche' se ci sono 200 famiglie che entro sabato rientreranno in casa ce ne sono migliaia che in queste ore ancora non ce l'hanno''. Il presidente della Provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane, risponde cosi' a chi gli chiede un commento sulla consegna delle case agli sfollati ad Onna da parte del premier Silvio Berlusconi. Durante la cerimonia, inoltre, diversi cittadini di altri paesi del cratere del terremoto hanno protestato con striscioni chiedendo case anche per loro.

''Belle le case di Onna, ma le nostre?'', era scritto su uno striscione tenuto dagli abitanti di Castel Nuovo, mentre quelli di Tempera si chiedevano ironicamente ''dove andremo a settembre?''. ''Queste proteste dimostrano che bisogna accelerare - dice Pezzopane -, mi piacerebbe che qui si ripetesse il modello del Friuli: non solo case ma anche lavoro e luoghi sociali. Abbiamo 16.500 cassintegrati che facevano parte del tessuto produttivo e ora non hanno piu' lavoro e ci sono ancora migliaia di aquilani che non hanno le case. Vanno fatti rientrare tutti''. Anche il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente ha puntato il dito sulla necessita' che il 'modello Onna' diventi il modello della ricostruzione per gli altri paesi e frazioni dell'Aquila. ''La comunita' si deve ritrovare nel suo territorio - dice - e' importante che si segua questa strada come voluto da noi''.