Sabato, 12 Novembre 2011 VastoReso pubblico il documento elaborato dal P.D. in merito alla vicenda Istonia Energy"Il Comune ha rilasciato un certificato che non è possibile negare"Era atteso da qualche giorno. Ora, finalmente, è diventato pubblico.
Ci riferiamo al documento che i vertici del Partito Democratico hanno elaborato e condiviso con i propri rappresentanti in seno all'Amministrazione Comunale di Vasto e che, questa mattina, è stato oggetto di discussione nel corso dell'annunciata riunione della Giunta Municipale. E' un documento molto importante che affronta il problema della centrale a biomasse programmata all'interno dell'agglomerato industriale di Punta Penna. Ve lo proponiamo nella sua versione integrale perchè lo riteniamo utile al dibattito in corso in città. "Lo sviluppo sostenibile non è un problema solo ambientale ma complessivo, sistemico, legato all’insieme delle scelte di governo del territorio e della società La discussione aumenta di complessità ed è condizionata da pressioni anche emozionali per la sede individuata per la centrale a biomassa: l’area industriale, giusta di per sé, ma con la problematica caratteristica di essere nella zona di rispetto della riserva di Punta Aderci. Per quello che riguarda le centrali a biomasse nell’ambito delle energie rinnovabili il PD ha già espresso la sua posizione nell’ultimo Consiglio Comunale, all’indomani di una discussione interna locale: “Le politiche ambientali, le energie alternative e rinnovabili-green economy, territoriale e socio-economiche pongono un accento particolare sull’obiettivo dell’integrazione tra le esigenze ambientali e le altre politiche di sviluppo settoriali (trasporti, energia, industria, turismo, agricoltura). A tal fine in Consiglio Comunale il gruppo del PD ha ribadito: che la sua posizione è in linea con gli orientamenti di partito nazionale e regionale; di essere consapevole della necessità di portare avanti quanto sia il WTO e l’UE hanno disposto con il documento2020 (20% di autonomia energetica derivante da fonti alternative e rinnovabili entro il 2020): che il piano energetico nazionale prevede che l’Abruzzo contribuisca per il 18% del suo prodotto energetico con energie rinnovabili e che a tal fine che la Regione Abruzzo ha già autorizzato 18 impianti e per altri 10 è già avviato l’iter di autorizzazione; che l’amministrazione comunale è estranea per competenza dall’iter autorizzatorio della centrale, anche se nelle varie riunioni prima della definitiva autorizzazione più volte è stata ribadita la contrarietà all’insediamento, senza effetto alcuno; pur non ritenendo il ricorso al TAR uno strumento attualmente efficace, abbiamo apprezzato l’impegno del Sindaco allo svolgimento del Convegno e ad accertare propedeuticamente la completezza della documentazione. Il percorso procedurale che ci ha portati fin qui è stato esposto nel dettaglio e con estrema chiarezza dal Sindaco nel suo discorso conclusivo del recente Convegno sulle centrali a biomasse, di cui evidenziamo alcuni passaggi: il progetto della Energy ha una Autorizzazione rilasciata dalla Regione Abruzzo (N.7 del 07/02/2007) – Settore Direzione Parchi, Territorio, Ambiente, Energia; ha avuto il parere positivo con prescrizione da parte dell’ARTA; l’azienda ha modificato il Progetto per portasi ad un livello di emissioni significativamente inferiore al massimo imposto dalla legge (Dlg 152/2006) richiestogli dall’ARTA proprio per la delicatezza ambientale del sito che il CoASIV le ha assegnato. Il Comune di Vasto ha rilasciato un certificato di destinazione di uso, certificato che con le premesse autorizzative degli enti competenti NON E’ POSSIBILE NEGARE senza incorrere in situazioni difformi dalle corrette procedure amministrative. Come da formale impegno preso in Consiglio Comunale, il Sindaco ha promosso un convegno con relatori di chiara fama, un momento di informazione, comunicazione e discussione, che ha rappresentato un buon contenitore per le paure, in particolare quella per la salute: entrambi i relatori, seppure su posizioni diverse, hanno affermato che a tutt’oggi non ci sono studi epidemiologici scientificamente significativi quali-quantitativi sui possibili effetti nocivi delle centrali a biomassa, anche in Nord Europa, dove queste centrali sono presenti da decenni. Quali sono ancora gli spazi di intervento possibili per l’amministrazione? La verifica da parte degli uffici competenti della completezza della documentazione; l’accertamento dell’osservazione delle prescrizioni dell’ARTA, in particolare quelle sul monitoraggio delle emissioni; la concertazione con la ditta per l’ottenimento del massimo vantaggio per il nostro territorio attraverso l’ecoristoro, la garanzia di materiali di consumo di massima ecocompatibilità, l’impegno al reperimento di una elevata percentuale delle biomasse dalla nostra agricoltura, la quantizzazione dei vantaggi anche in termini di posti di lavoro diretti e indiretti; la richiesta alla Istonia Energy srl di un Bilancio Sociale pubblico e comprensibile. Questo momento pubblico di acceso dibattito riporta nuovamente al centro della scena il confine difficile tra Riserva e Area Industriale: è ormai improrogabile il tempo perché le istituzioni competenti con le categorie affrontino una volta per tutte la questione per una soluzione vera e percorribile, che senza interpretazioni o possibili iniziative estemporanee consenta: la tutela delle aree ambientali ad alto pregio naturalistico facendone secondo la moderna visione dei Parchi, un volano di sviluppo economico e culturale; il corretto sviluppo della zona produttiva e delle infrastrutture logistiche e di mobilità per lo sviluppo dell’intero territorio". |
