Lunedì, 31 Ottobre 2022 Molise

Oggi a San Giuliano di Puglia il ricordo delle vittime del terremoto

"Stop ai drammi come qui e L'Aquila"

“Sono passati venti anni che, tuttavia, non bastano per lenire il dolore di una comunità che ha sofferto un dramma indicibile, il più duro che si possa affrontare”. Sono le parole del presidente della Regione Molise, Donato Toma, arrivato a San Giuliano di Puglia per partecipare alla commemorazione delle vittime del terremoto di vent’anni fa. “Non ci sono parole per descrivere lo strazio provato da chi ha vissuto quella tragedia con i propri occhi e con il cuore dilaniato dal dolore. Non è umanamente sopportabile una realtà in cui 27 bambini e una maestra muoiono mentre sono a scuola, nell’unico edificio che quel giorno maledetto crolla del tutto.

Solo il silenzio della commemorazione e la riflessione su cosa è stato fatto e cosa si può ancora fare, per evitare simili sciagure, possono scandire il nostro giorno del ricordo”. “Dal 2003 la Regione ha istituito per legge la Giornata della Memoria – prosegue Toma – caricandola di significati che non colmeranno mai il vuoto lasciato dentro di noi, donne e uomini, cittadini e amministratori, ma che possono tracciare un nuovo segmento nel solco di quella tragedia. Sì, c’è un prima e un dopo San Giuliano di Puglia”.

“Quella mattina ha segnato le nostre coscienze e ha cambiato la percezione collettiva della sicurezza dentro e fuori i luoghi pubblici e privati, modificando in maniera determinante le attività di mitigazione del rischio sismico attraverso la definizione della nuova classificazione sismica nazionale. La Regione Molise ha risposto con forza alla richiesta di sicurezza e alla domanda di prevenzione. Siamo anelli di congiunzione di una catena che parte dallo Stato, che ha il compito di garantire le buone politiche di prevenzione e di tutela dei contesti civili e sociali costituiti dalla sicurezza e dalla scuola, da sempre fondanti nella nostra società”. Sulla vicenda si inserisce anche un intervento del parlamentare  Lorenzo Cesa.

“Nella memoria di ognuno”, dice, “vive il ricordo di quelle lunghe ore alla ricerca disperata dei piccoli alunni, intrappolati in un destino crudele. Sono forgiate nell’anima e nella mente di chi sopravvive le voci, gli ultimi aneliti di vita, le urla di dolore, la polvere, le manine che non stringevano più. Restano impresse nella memoria le immagini strazianti dei Vigili del fuoco instancabili, dei cittadini che scavavano a mani nude per non perdere neppure un secondo prezioso. É un ricordo troppo doloroso quello dei racconti. É impossibile non rammentare con un grido innaturale quei teli bianchi, troppo piccoli per asciugare le lacrime di genitori disperati”.

“É una ferita difficile da rimarginare. Nessuno ha la possibilità di restituire ai 27 angeli e alla maestra Carmela il soffio della vita. Possiamo, però, far sì che tragedie come questa di San Giuliano non accadano mai più. É di diversi giorni fa la notizia di un’ennesima disgrazia sfiorata, in un ateneo. Pochi minuti e avremmo nuovamente pianto giovani vite. Non devono più accadere drammi come quello di San Giuliano di Puglia o quello dell’Aquila”.

“É dovere delle Istituzioni garantire la sicurezza nei luoghi pubblici, nelle scuole, nelle università. Occorre incentivare la cultura della prevenzione, adottando misure serie e di concreta attuazione. Il nostro impegno, il mio impegno è sempre proiettato verso il futuro, un futuro certo, migliore per tutti, che sappia coniugare il rispetto di leggi e la puntuale attuazione delle misure adottate per il bene delle comunità nelle quali viviamo”.