Il Sud (Italia) val bene una tenda
La geografia e la logica secondo Sallusti
Mentre pasteggiavo, ieri, seguivo distrattamente un programma in onda sul secondo canale della Rai (ore 14,30 circa). Si parlava di Lampedusa, dei profughi in fuga dal nord Africa e della guerra in atto nel Mediterraneo. C’era, tra gli altri, Sansonetti, che sosteneva questa tesi: stante la necessità di alleggerire la tragica situazione di Lampedusa, le regioni del nord Italia si stanno tirando indietro, mentre le regioni meridionali sono disponibili, come sempre, ad accogliere i migranti. La reazione di Sallusti, direttore de Il Giornale, non si è fatta attendere: in primo luogo il Nord ha accolto i meridionali che “arrivavano con le valigie di cartone” (ha usato proprio questa espressione), meridionali che ora sono la classe dirigente del Nord, e in secondo luogo il Sud, per le sue caratteristiche territoriali, si presta di più ad ospitare tendopoli (“come fai a montare una tenda a Milano?” è stato il suo empito). La logica è andata a farsi benedire. Suppongo che il Sallusti avesse in mente piazza Duomo, con le vicine via Torino, via Dante e via Orefici, percorse da tram e autobus, contrapposta ad un sud caratterizzato da ampi spazi agresti (magari non coltivati, visto che, così dicono, abbiamo poca voglia di lavorare), sede naturale per bivacchi a beneficio di Libici e Tunisini. Come se Napoli, Bari, Taranto, Palermo e Campobasso (vogliamo metterci anche Vasto?) non avessero un loro centro abitato, scarsamente idoneo a trasformarsi in campeggio. E poi bella la silloge: abbiamo accolto i meridionali (italiani), adesso basta. Grande. Grande il Sallusti anche nell’affermare che i meridionali sono la classe dirigente del Nord. Addò! Comunque, inutile incazzarsi col direttore de Il Giornale: lo stesso errore grossolano alberga dalle nostre parti, con un candidato sindaco che non vuole i migranti a Vasto. Per non rovinare la stagione turistica. Ma la stessa cosa non vale per San Salvo, per Giulianova, per Rimini, per Metaponto, per Prati di Tivo, per Bagno di Romagna, per Alberobello? Signore, aiutaci.
Giacinto Zappacosta
Giacinto Zappacosta
angelo del lupo
27/03/2011 11:19:35
Caro Max conosco benissimo l'ironia e,tanto per restare nel gergo calcistico di Ciccosan,distinguo molto bene i salvataggi in calcio d'angolo,a fil di palo,rischiando l'autogoal.
Prendo atto che Ciccosan sposta il tema dall'argomento iniziale (la classe dirigente al nord é costituita da meridioneli?) alle vicende della nostra amata città.
Intanto abbiamo capito che il Trota e la Minetti sono cose trascurabili mentre era fondamentale per la discussione sapere che Ciccosan è un dirigente di un'azienda del nord (essere dirigente di un'azienda comunque non è esattamente la stessa cosa che essere "classe dirigente" di una regione).
Per quanto riguarda Vasto,concordo con Ciccosan che ci sia ancora molto da fare ma questa è un'altra storia........
Ciccosan
26/03/2011 19:53:43
E pensare che l'avevo capita persino io, con "zero tituli" (è una battuta, chiedere ad un interista).
Max
26/03/2011 17:37:21
Due fenomeni proprio. Ma conoscete l'ironia?
G.Z.
26/03/2011 12:57:38
Caro Dr Del Lupo, La ringrazio, anche dei Suoi complimenti (non so quanto meritati) che fanno piacere perché provengono da una persona come Lei. Per il resto, che vuole farci? Confondere lo peuedonimo con una sigla è tutto dire. Le auguro una buona giornata.
Ciccosan
26/03/2011 09:34:05
Questi sono i luoghi comuni: ridurre il tutto a qualche nome. Vasto, la mia città, ha avuto ed ha personalità di grande spessore e di grandi passioni, ma se la dovessi giudicare per quello che ci capita di leggere sui media o dalle risse da pollaio, ne dovrei rimanere profondamente deluso. Peggio dovrei pensare se mi fermassi a giudicarla dall'immondizia per le strade, dalle case rabberciate alla meglio in centro, dallo scempio di quel poco di storico che ci è rimasto, dai parcheggi selvaggi, dal traffico caotico. Invece rimango fermo nelle mie convinzioni perchè la conosco da dentro, ne frequento gli abitanti, ci sono vissuto a lungo e continuo a difenderla. Lo stesso dovrebbe essere per tutti. Prima di giudicare sarebbe opportuno verificare, sperimentare, approfondire. Quando invece ci si ferma alla superficie, ecco i luoghi comuni. Io vivo in una città dove c'è ancora molto da fare, nonostante ben organizzata, e ci vivo incazzato perchè vedo cose che vorrei vedere realizzate anche nella mia Vasto, perchè in fondo sono cose non difficili da raggiungere.
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