Martedì, 9 Giugno 2026 AbruzzoPremio di produzione al DG della ASL di Pescara MichitelliDiffida di Paolucci e Blasioli all'assessore alla Sanità Verì“Diffidiamo l’Assessore Nicoletta Verì a portare in giunta una delibera che valuti il manager della Asl di Pescara sulla base di questi dati sulle liste di attesa e chiediamo al Direttore dell’Agenzia sanitaria regionale di esprimersi su conformità e correttezza dei dati utilizzati fino ad ora. Torniamo nuovamente sulla valutazione del Manager della Asl di Pescara, Michitelli, dopo la seconda Commissione di vigilanza che abbiamo richiesto e ottenuto dal Presidente Sandro Mariani”. Così in una nota il vicepresidente del Consiglio Regionale Antonio Blasioli e capogruppo Pd in Consiglio Regionale Silvio Paolucci sul premio di produzione per il dg della Asl provinciale di Chieti, Vero Michitelli, coinvolto nella vicenda processuale delle pre-liste di attesa, pratica considerata dalla Procura illegittima. LA NOTA I manager abruzzesi sono sottoposti, a metà del proprio contratto di 4 anni, a una valutazione i cui criteri sono definiti dal contratto che sottoscrivono con il Presidente Marsilio. La valutazione a metà del mandato, dopo due anni, è una valutazione che incide su aspetti premiali e cioè sul corrispettivo ma anche sulla eventuale decadenza dall’incarico. E’ questo il motivo per cui a due anni dalla sottoscrizione del contratto i manager devono essere valutati. Il termine perentorio del 15 ottobre 2025, più volte indicato come perentorio sia dal Dipartimento della Sanità, che dall’Agenzia sanitaria regionale, ad oggi non è stato ancora rispettato. Ci sono stati 9 mesi in cui il manager della Asl pescarese ha operato senza questa valutazione. Nove mesi sui 24 che ancora restano da contratto. Non ci siamo soffermati sulle valutazioni dei tempi di pagamento, sui dieci punti massimi ottenuti per il CUP aziendale o sulle valutazioni per l’attuazione dei fondi PNNR che pure meritano attenzione ma la valutazione delle liste di attesa ha meritato e merita i nostri approfondimenti. E’ la problematica che più di tutte riguarda i cittadini e il modo in cui il diritto alla salute trova soddisfazione. Quando ci siamo accorti del ritardo, abbiamo eseguito un accesso agli atti e abbiamo scoperto tutta una serie scambi epistolari e interlocuzioni tra il Dipartimento sanità, l’ASR, la Asl di Pescara (che rispondeva con il RUA) ma solo litigi sulle competenze, dati omessi e parziali e soprattutto la mancanza di una valutazione nei tempi perentori. Dopo la prima interpellanza discussa in Consiglio regionale il 17 febbraio e la prima commissione di vigilanza del 26 febbraio abbiamo avuto chiara la situazione. I dati erano parziali ma il vero oggetto del contendere era il criterio con cui effettuare questa valutazione. Mentre per i manager della Asl di L’Aquila, Teramo e Chieti si è utilizzato il criterio della percentuale delle prestazioni eseguite nei tempi di legge, la Asl di Pescara continua a sostenere che il criterio da utilizzare, a parità di contratto (identico anche per gli altri manager abruzzesi), sia quello del tempo medio di erogazione delle prestazioni. Un ordine di parole simile che però si traduce in un criterio sostanziale profondamente diverso, che produce risultati e valutazioni non sovrapponibili. Ciò ci ha costretto a ben quattro accessi agli atti che hanno avuto risposte spesso parziali e fornite nella loro interezza solo dopo molte insistenze. Oggi vogliamo concentrarci sulle ultime note e in particolare su quelle del 2 aprile 2026 del Direttore sanitario Dott. Di Luzio, sulla richiesta di chiarimenti del 28 aprile del Direttore dell’ASR dott. Brucchi e del 8 maggio 2026 del Direttore generale della Asl Michitelli. Da questo scambio di corrispondenza si nota una linea. Il 2 aprile 2026 il dott. Di Luzio entra a pieno titolo in questo procedimento. Scompare la figura del RUA e a comunicare i dati all’Agenzia sanitaria è il Direttore sanitario, lo stesso che ha deliberato la costituzione di parte civile della Asl di Pescara nel procedimento contro il direttore generale per un processo penale riguardante proprio le liste di attesa. Come sostenuto già nella Commissione di vigilanza del 26 febbraio dai vertici ASL Pescara, il Direttore sanitario continua a sostenere nella sua nota che si dovrebbe utilizzare “il tempo medio di attesa quale indicatore di verifica” e non già la percentuale di garanzia per la quale invia tuttavia una tabella riferita al periodo 11.09.2023-11-09.2025 in cui si registra una percentuale pari all’86,37% che avrebbe assegnato zero punti al Direttore sanitario. A questa nota risponde il Direttore dell’Agenzia sanitaria il 28 aprile chiedendo chiarimenti in merito ad un possibile “refuso” e chiede soprattutto l’invio della tabella con le 69 prestazioni traccianti, valutate ex post, sulle classi di priorità B-D e P. Ma a rispondergli non è più il Direttore sanitario. Scompare anche lui da questa procedura. Benchè si chiedessero chiarimenti in merito alla sua nota del 2 aprile, a rispondere è proprio il Direttore generale della Asl Pescara. Lo stesso dott. Michitelli che dovrebbe essere il “valutato”. E’ questo l’aspetto che abbiamo evidenziato. Il manager che deve essere valutato scrive e firma la nota dell’8 maggio 2026 da cui il Direttore Brucchi esegue la valutazione. Perché non è più il Direttore sanitario a rispondere. Cosa è successo? Com’è possibile che controllato e controllore siano la stessa persona e com’è possibile che dall’86% indicato dal Dott. Di Luzio (0 punti) si passi al 92% (8,6 punti). E’ proprio il Direttore Michitelli a rispondere al Direttore Brucchi e nella sua lettera riporta ancora una volta la sua linea. La valutazione va fatta sui tempi medi di attesa perché così venne fatta in passato per il suo predecessore Ciamponi, senza spiegare perché per gli altri manager: Romano e Di Giosia, che hanno il suo stesso criterio di valutazione, sia stata utilizzata un’altra valutazione. E’ lui stesso e non il Direttore sanitario Di Luzio a chiarire del “refuso” scrivendo che si tratta di intervalli temporali diversi e soprattutto a ribadire che il metodo utilizzato è quello dei “tempi medi di attesa” e non quello della “percentuale di garanzia” perché così venne fatto anche con il precedente Direttore Ciamponi, “ragioni per le quali la Asl di Pescara ha ritenuto di applicare, a fronte dell’obiettivo B 3 a), rimasto immutato negli anni, la medesima metodologia utilizzata in occasione dei procedimenti di valutazione che hanno interessato i precedenti Direttori Generali della Asl di Pescara”. Questo quadro di grave ritardo, dati parziali, accessi riscontrati a pezzi e con enorme ritardo,”refusi” corretti dallo stesso soggetto che doveva essere valutato e non dal Direttore sanitario, disomogeneità nel criterio di valutazione ribadito dallo stesso soggetto che deve essere valutato ci spinge a chiedere un supplemento di chiarezza e trasparenza. Le liste di attesa non sono solo uno dei criteri, sono un criterio giusto e utile per valutare l’operato di un manager, nell’interesse di chi deve accedere alle cure secondo i criteri delle classi di priorità. Per questo diffidiamo l’Assessore dal portare in Giunta la delibera relativa alla valutazione positiva del Direttore Generale della ASL di Pescara prima che quei dati venuti dallo stesso soggetto che deve essere valutato siano validati dall’Agenzia sanitaria regionale. Diffidiamo l’Assessore Verì, assente in Commissione, dall’approvare qualsiasi delibera che ratifichi una valutazione positiva senza prima chiarire i dubbi e la mancanza di trasparenza. Su questo non faremo un passo indietro e continueremo a incalzare la Giunta e a garantire ai cittadini un’informazione chiara e completa”, concludono. |
