“Né sì, né no”: resta in sospeso l’ipotesi della candidatura a sindaco dell’Aquila per il centrosinistra alle elezioni della primavera del prossimo anno, del 57enne magistrato aquilano Fabio Picuti, attualmente sostituto procuratore generale della Cassazione, a lungo pubblico ministero all’Aquila e prima di andare a Roma per oltre un anno procuratore della Repubblica facente funzione del capoluogo regionale.Mentre il magistrato rimane in silenzio, continuando però ad alimentare contatti con la coalizione che vuole riconquistare il Comune dopo quasi dieci anni di centrodestra guidato da Pierluigi Biondi, 51enne ex sindaco di Villa Sant’Angelo proiettato verso la candidatura blindata a Roma, è quanto emerge dal suo entourage e l’attendismo e la prudenza sono più che comprensibili: infatti, il quadro politico non è ancora chiaro ed una discesa in campo di un uomo ritenuto in grado di giocarsi la partita, presuppone di avere una squadra coesa, compatta e vincente, come ad oggi il centrosinistra non è, stando anche all’attività di opposizione considerata veramente poco efficace, per usare un eufemismo.
Dall’altra parte, nel centrodestra, resiste invece l’ipotesi di Ersilia Lancia, 45enne avvocato, assessore al Turismo e Pari opportunità, di Fdi, moglie del segretario regionale del partito e senatore, il sempre più silenzioso Etel Sigismondi, 51enne architetto e fedelissimo del presidente della Regione, Marco Marsilio, originario di Vasto ma ormai aquilano di adozione.
In continuità con l’amministrazione di Biondi, che terminato il secondo e ultimo mandato ha già le valigie pronte per il parlamento, anche nella molto improbabile ipotesi che venga riproposta e approvata una norma che consenta un terzo mandato consecutivo nei grandi comuni. Un Biondi, responsabile nazionale degli enti locali, presidente della sezione abruzzese dell’associazione nazionale comuni, l’Anci, ed uomo vicino alla premier, Giorgia Meloni, lanciatissimo nonostante la sconfitta del No al referendum sulla giustizia, e ringalluzzito dalla conquista di vari comuni dell’Aquilano da parte dei suoi candidati alle recenti amministrative.
La candidatura di Lancia in questo momento si fa preferire perché sarebbe anche un compromesso con il nemico giurato di Biondi, il senatore aquilano Guido Liris, collega ed amico di Sigismondi. E poi il grintoso avvocato, secondo la dirigenza meloniana, sarebbe anche la soluzione alla carenza della classe dirigente in seno a FdI dell’Aquila.
A frenare però su Lancia c’è chi assicura che è proprio il marito Sigismondi, pronto a ricandidarsi in parlamento e che non vuole apparire come segretario regionale “asso piglia tutto”, per ragioni di opportunità e temendo le polemiche anche in seno ai meloniani. La stessa cosa, secondo quanto si è appreso, che sarebbe accaduta alle regionali del marzo 2024 quando Lancia, controvoglia, ha fatto un passo indietro. Che oggi, stando ai bene informati, non rifarebbe se si presentasse una occasione concreta.
E crescono le quotazioni, in una classe dirigente del centrodestra che a Roma è considerata promettente, ma non pronta per il grande salto, anche di Livio Vittorini, 42enne economista e presidente della Commissione Bilancio e sempre di Fdi, e il capogruppo di FdI in Consiglio comunale, Leonardo Scimia, 30enne ingegnere e imprenditore.
Pubblicato su Abruzzoweb