Mercoledì, 6 Maggio 2026 VastoIl ricovero della bimba in ospedale senza la mamma riaccende le polemicheL'avvocato Vaccaro dice: “è un altro evento traumatico"“Un nuovo, drammatico evento colpisce e impatta sulla serena crescita di una minore, che nel momento del bisogno si vede sottratta la più importante figura di accudimento che ha ogni bambino, la mamma. Al di là della drammaticità propria del fatto, esso consentirebbe, ai sensi della legge vigente, ovvero l’art. 473-bis. 19 introdotto dalla Riforma Cartabia, di formulare una Istanza di urgenza al Giudice del procedimento in corso, come nuova domanda, per consentire immediatamente alla madre e al padre di essere vicino alla figlia”. Interviene così, in riferimento a quanto letto sulla pagina social della Garante Nazionale dell’Infanzia Terragni sul ricovero in ospedale di uno dei figli della ‘famiglia nel bosco’, l’avvocato Giorgio Vaccaro, professore di Diritto e Procedura civile del Corso di psicologia clinico-giuridica dello Iusve Campus di Verona ed esperto per Il Sole 24 Ore in Diritto di famiglia. ‘Unico obiettivo di una nuova istanza – spiega Vaccaro – sarebbe quello di modificare, con l’urgenza del caso, la questione dell’affidamento della piccola, a prescindere dall’ipotizzata ‘sindrome stagionale’ che ha condotto al ricovero, in modo da limitare le ricadute dell’abbandono che la piccola soffre, in ospedale, al di là della presenza o meno delle educatrici che non possono in alcun modo sostituire il genitore”. Vaccaro ricorda come “in tutti gli interventi disposti dal Tribunale e, a maggior ragione nel caso di un Tribunale per i Minorenni, la stella polare dell’intervento sia la tutela della serenità della crescita dei minori e l’intervento disposto si deve orientare a tutelare le figure genitoriali, esaltandone le competenze e laddove immaginate deficitarie (dai Servizi sociali) adottando interventi formativi e di supporto, e non certamente ablativi della serena convivenza di una famiglia”. Il caso della ‘famiglia nel bosco’, prosegue Vaccaro, “è un caso straordinario rispetto alla normale realtà nella quale si trovano a operare i Servizi Sociali: questi infatti si trovano a svolgere la loro attività normale intervenendo su ‘famiglie difficili in crisi manifesta’ e che presentano un ‘ambiente quotidiano’ fatto di ‘violenze fisiche e verbali nella coppia e in danno e in presenza di figli minori’, fatto di ‘condotte genitoriali con problematiche di grave dipendenza o abuso di sostanze (droghe o alcool)’, fatto di ‘abbandoni o gravi inadeguatezze nell’assicurare ai figli conviventi un ambiente affettivo stabile e formativo’. Appare quanto mai evidente quanto questi criteri oggettivi non siano presenti nel caso in esame, che vede purtroppo tre bambini in tenera età allontanati dalla casa e dai genitori ormai da quasi sei mesi”. |
