Mercoledì, 15 Aprile 2026 Abruzzo“Tagli da 154 milioni di euro è una cura che ammazza il paziente"Paolucci, “Il buco della sanità lo pagano precari e utenti"“Ritengo che ci sia ben poco da esultare se nell’ultimo tavolo di monitoraggio il deficit sia sceso di qualche milione: la Regione Abruzzo è commissariata di fatto e dovrà nei prossimi anni fare tagli alla sanità per 154 milioni di euro, una medicina che rischia di ammazzare il paziente, che sarà pagata dai lavoratori delle Asl, come i precari dell’Aquila e di Chieti, e dai cittadini”. A tornare alla carica sulla sanità abruzzese è ancora una volta ad Abruzzoweb il capogruppo del Partito democratico in consiglio regionale, Silvio Paolucci. Martedì 24 marzo si è riunito nuovamente il Tavolo di Monitoraggio interministeriale a Roma e in quella sede la Regione Abruzzo, con il direttore di dipartimento Sanità Camillo Odio e il dirigente Ebron D’Aristotile – la porta resta chiusa ai politici – ha dato risposta alle obiezioni sollevate al Piano operativo presentato a fine gennaio per abbattere il deficit, entro il 2028 e a tappe forzate. Debito al 2025 calcolato intorno ai 100 milioni di euro, dopo i 103 milioni macinati del 2024. Un salasso che ha già imposto l’aumento delle tasse e tagli al bilancio regionale. Deficit, che però è ora sceso a 83 milioni. “Il fatto che in queste settimane si stia parlando di un programma operativo da trasferire ai ministeri affiancanti e poi dai ministeri riceverne le prescrizioni vincolanti, sottende quella che è la realtà che abbiamo sempre denunciato – spiega Paolucci -: a causa del fallimento della giunta regionale, del duo Marsilio-Veri ci ritroviamo in un commissariamento soft di fatto. Una norma di fine anno che avrebbe dovuto dare più risorse alla regione Abruzzo si è trasformata in una norma costruita dal governo ‘amico’, che ha commissariato l’Abruzzo. La verità è che noi abbiamo lasciato ormai nel lontano 2018 una regione fuori dal commissariamento della sanità, in pareggio e con delle risorse investite e da investire. Loro la riconsegnano dopo otto anni di governo con un pesante deficit e un commissariamento di fatto”. Una norma che imporrà “pesantissimi sacrifici”, per Paolucci: “intanto bisogna tagliare su tutte le risorse collegate ai servizi e che riguardano il personale. E questo lo stanno già vivendo sulla loro pelle i precari del servizio amministrativo della Asl dell’Aquila, tutte quelle maestranze della Asl di Chieti per quanto riguarda il facchinaggio. Parliamo di tagli che viaggiano tra i 12 e i 2o milioni di euro solo per quanto riguarda questi servizi, a tutto ciò si aggiunge il tetto del personale che rimane invariato, dopo che al personale stesso hanno negato l’applicazione del cosiddetto decreto Calabria, ovvero il trattamento accessorio. La verità è che in questi anni il precariato è aumentato, e con l’attuale programma operativo se non si rimuove il taglio sui servizi collegati al personale amministrativo e il tetto di spesa per il personale amministrativo, gli attuali precari rischiano di ritrovarsi in mezzo ad una strada. Nella commissione consiliare si è non a caso parlato di soluzioni di affiancamento per trovare loro nuova occupazione fuori il comparto della sanità”. Un piano operativo che impone ricorda Paolucci, che imporrà tagli per 154 milioni di euro in tre anni, e rischia di diventare “una cura che ammazzerà il paziente, già ora i cittadini vivono questo continuo stato di disservizio sulla loro pelle, i tempi di attesa per avere una visita sono intollerabili. A pagarne le conseguenze anche la sanità del territorio: i medici di medicina generale non a caso sono in stato di agitazione, ci saranno 12 milioni di euro in meno per gli accordi contrattuali, in una situazione in cui c’è già carenza di personale, ci sono territori scoperti”. tagli che stanno riguardando già i cittadini, ovvero la disponibilità di farmaci, di emoderivati, a tutta una serie di dispositivi medici”.
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