Forza Italia: Sant'Angelo, "ad Avezzano e Cjieti commessi errori"
Martedì, 23 Giugno 2026 Abruzzo
“Liti? Con congresso rinnovamento”. Pagano tace
“È stato un bilancio comunale con luci ed ombre per il centrodestra, che si conferma
forza di territorio perché vince in tanti piccoli e medi comuni, ma occorre comunque aprire una riflessione per le due sconfitte a Chieti ed Avezzano. L‘elettorato non ci premia quando andiamo divisi, quando si arriva tardi alla selezione di un candidato sindaco”.
Due sconfitte nei due principali comuni al voto in questa tornata elettorale delle comunali abruzzesi: ad Avezzano con Forza Italia al 5,7%, a sostegno del candidato del centrodestra, tranne la Lega, l’ex questore Alessio Cesareo, sbaragliato al primo turno dal riconfermato civico Gianni Di Pangrazio. A Chieti con Forza Italia al 14,2% e primo partito, a sostegno del candidato Cristiano Sicari, battuto al ballottaggio da Giovanni Legnini a capo della coalizione di centrosinistra. Tanti comuni più piccoli confermati e conquistati.
Questo il quadro analizzato nelle vesti di neo vicesegretario regionale di Forza Italia da Roberto Santangelo, aquilano 45enne, assessore regionale al Sociale e Cultura e presidente del Consiglio comunale dell’Aquila. Uomo forte del partito a cui ha aderito nel 2023, e diventato ora il numero due in Abruzzo con il congresso unitario che ha riconfermato segretario uscente e in sella dal 2013 il pescarese 69enne Nazario Pagano, deputato e presidente della Commissione affari costituzionali.
Abruzzoweb ha cercato di contattare lo stesso Pagano per una analisi del voto, in quanto segretario regionale, ma senza successo.
“Ringrazio innanzitutto i due candidati sindaci di Chieti e Avezzano che ci hanno messo la faccia in un percorso non facile. Ma ripeto va aperta una riflessione perché l’anno prossimo si voteranno in tante grandi città e quindi dobbiamo arrivare nei tempi giusti a costruire una coalizione compatta e con il miglior programma di governo. Parliamo dell’Aquila, di Vasto, di Lanciano, di San Salvo, di Francavilla”, premette Santangelo.
Per poi ricordare, tornando alle elezioni di Avezzano, che lui era dall’inizio perplesso sulla candidatura di Cesareo.
“Io avevo posto un tema già nell’autunno dell’anno scorso: ad Avezzano andava proposto un candidato politico, non civico, se l’avversario da battere era Di Pangrazio, alla guida di una rappresentanza civica. Serviva un candidato politico per una coalizione politica del centrodestra. Questo non è avvenuto”.
Ma non è stata solo questa la causa della sconfitta, per Santangelo, c’è anche il fatto che la Lega e Udc sono andati con di Pangrazio e Fi e Fdi con Cesareo : “le liste non sono andate bene e questo perché gli elettori non hanno capito la divisione del centrodestra. Ora faremo un’opposizione giusta, quando ci saranno provvedimenti giusti per il territorio saremo i primi a dare sostegno, ma quando ci sarà da controllare e opporci lo faremo nel modo più rigoroso possibile”.
Per quanto riguarda invece Chieti, anche qui con la Lega che ha appoggiato Mario Colantonio smarcandosi da Fi ed Fdi con Sicari al primo turno, prosegue Santangelo, “siamo arrivati tardi alla definizione del candidato. Forza Italia è risultato comunque il primo partito in assoluto, con oltre il 14% e questo significa che noi abbiamo messo in campo una proposta moderata, seria, concreta e gli elettori ci hanno premiato. Resta l’amaro in bocca per aver fatto un recupero al ballottaggio e di aver perso per scarsi mille voti. Facciamo pertanto gli auguri a Giovanni Legnini per questa vittoria”.
E il centrodestra, prosegue Santangelo, “deve fare un’auto-analisi per non continuare a commettere errori, la coalizione deve andare unita, questo ci chiedono gli elettori perché altrimenti, come avvenuto a Chieti e Avezzano, poi veniamo puniti”.
Infine una riflessione sul congresso, dove Santangelo al fianco del presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri ha tentato invano di rende contendibile il congresso e centrare l’obiettivo di un cambio della guardia rispetto alla gestione iniziata nel 2013 di Pagano.
“Con il congresso Forza Italia ha avviato una grande dialettica democratica, e come in tutte le dialettiche a volte si possono avere toni più o meno accesi. Ma fare i congressi significa celebrare la democrazia di un partito. Il presidente nazionale Antonio Tajani ha avuto la grande intuizione di far celebrare i congressi comunali e provinciali e poi ha scelto di non nominare lui il segretario, perché lo Statuto glielo avrebbe permesso: ha dato la possibilità agli iscritti, in modo democratico, di autodeterminarsi. Ci sono state diverse tesi che si sono confrontate, e abbiamo deciso di continuare con la guida di Nazario Pagano”.
Ma sottolinea e conclude Santangelo: “abbiamo cambiato però tutta la governance degli eletti nel direttivo regionale, nei vari settori e quindi c’è stato un rinnovamento. L’Abruzzo ha avuto oltre 14 mila iscritti, quindi un risultato molto importante, a confermare che Forza Italia è un partito vivo”.
