Martedì, 7 Febbraio 2012 Vastese

Un pugno in testa fatale per l'anziana donna uccisa a Lanciano dal figlio

Carmine Antonio Salvatore indagato per omicidio volontario

di Stefania Sorge

Un pugno in piena fronte, appena sopra il setto nasale. E' questo il colpo che avrebbe ucciso Elda Tiberio, 93 anni, morta nella sua casa di via Galilei nella notte tra venerdì e sabato. Il figlio dell'anziana, Carmine Antonio Salvatore, indagato per omicidio volontario, avrebbe scagliato il pugno al culmine di una discussione con la madre, perché questa si rifiutava da giorni di mangiare. L'uomo lo ha dichiarato nel corso dell'interrogatorio di garanzia al giudice per le indagini preliminari, Ciro Riviezzo, al quale ha ribadito che non voleva uccidere la madre.

E' durato mezz'ora l'interrogatorio in carcere di Carmine Salvatore, 69 anni, rinchiuso da sabato a Villa Stanazzo per l'omicidio della madre, Elda Tiberio. Alla presenza del suo avvocato, Massimiliano Piacentino Sichetti, l'uomo ha risposto alle domande del Gip. Ha ripercorso le ultime ore di vita dell'anziana, dal litigio al colpo sferrato in pieno volto. Solo a tratti si è mostrato confuso, chiedendo anche notizie sulla salute della madre.

Un solo colpo. Salvatore, affetto da disturbi psichici, ha ammesso un solo pugno sferrato alla Tiberio, un colpo che avrebbe creato un ematoma esteso sul volto della donna. «Il mio assistito ha ribadito al giudice di non avere alcuna intenzione di uccidere», sottolinea l'avvocato Sichetti. Il colpo sarebbe stato sferrato al culmine di un litigio con la madre perché questa da giorni si ostinava a non mangiare. Il giorno prima c'era stato un altro diverbio tra i due. Un istinto di protezione che sarebbe culminato in un colpo mortale.

La posizione della sorella. Solo dopo l'aggressione, nella casa di via Galilei, nel quartiere Cappuccini, sarebbe tornata l'altra figlia dell'anziana, Maria Michela Salvatore, che spesso si fermava anche a dormire per accudire la madre e il fratello. La procura ha indagato anche lei, ma per omissione di soccorso. La donna avrebbe infatti aiutato il fratello a medicare la ferita e a mettere la madre a letto. La Tiberio era cosciente e parlava con la figlia, le avrebbe addirittura suggerito di non chiamare l'ambulanza, come a voler proteggere il figlio malato. Probabilmente sottovalutando le reali condizioni di salute dell'anziana, i figli hanno obbedito decidendosi a chiedere l'intervento del 118 solo a tarda notte, quando ormai per la Tiberio non c'era più nulla da fare.

L'autopsia. Slitta a domani l'autopsia disposta dalla procura. Oggi viene affidato l'incarico al medico legale Pietro Falco. In questo esame si dovrà trovare la conferma alla ricostruzione dei fatti fornita dai due indagati. L'avvocato Sichetti nominerà un perito di parte. Intanto ha già formalizzato la richiesta per gli arresti domiciliari di Salvatore in una struttura protetta. Il Gip Riviezzo ha chiesto un parere al pubblico ministero Rosaria Vecchi, titolare dell'inchiesta.
Fonte "IL CENTRO"