Si torna a parlare di una centrale termoelettrica a Punta Penna

Pubblicato Domenica , 26 settembre 2010
Area industriale di Punta Penna

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Il 30 settembre in Regione importante conferenza di servizi

Improvvisamente torna di attualità a Vasto la costruzionen di una centrale termoelettrica da 4 Megawatt di potenza prevista nella zona industriuale di Punta Penna.
Un progetto presentato già qualche anno fa dagli imprenditori Iacobucci di Vasto che hanno costituito una società denominata "Istonia Energy" della quale fa parte anche un imprenditore svizzero, rappresentante legale della società, Pierre Tschudi, che ha già chiesto tutti i pareri di conformità. Una società che ha un capitale interamente versato di 638 mila euro e 500 euro che vuole produrre energia elettrica, da cedere poi all'Enel.
La sede legale della società è stata registrata a Roma.
Solo che questo impianto, per produrre energia farebbe ricorso alla combustione delle biomasse. Fonti rinnovabili, dunque, oli vegetali da bruciare e poi recupero di calore dai fumi della combustione. Un’industria classificata dalle tabelle insalubre di prima classe. Insomma, una industria catalogata nella direttiva Seveso che non mancherà di dividere l'opinione pubblica locale. La zona prescelta per la realizzazione dell'impianto, che darebbe lavoro solo a 12 persone, è quella immediatamente a ridosso della Riserva Naturale di Punta Penna, rientrante, molto probabilmente, in quel Parco della Costa Teatina che, in questo periodo, al centro dei pensieri degli amministratori delle cittadine costiere della Provincia di Chieti. L'impianto occuperà una superficie di 3 mila metri quadrati con una superficie coperta di 1200 metri.
A Pescara, giovedì, oltre ai funzionari della Regione Abruzzo saranno presenti anche quelli della Provincia di Chieti e del Comune di Vasto.
nikolas 29/09/2011 19:59:12
Questa è una centrale della morte farà arricchire poche persone e ne manderà tanti al cimitero compresi giovani e bambini, svegliateviiiiiiiii questa provocherà molti malati di cancro e leucemia ma siamo pazzi.
Angelo 02/12/2010 10:52:49
Le argomentazioni di Francesco mi sembrano molto superficiali e basate soltanto sulla difesa delle libertà di INVESTIRE. Basterebbe documentarsi sulle biomesse per rendersi conto di quanto questa tecnologia sia controversa. Il presupposto di base e' che la materia prima sia reperibile in un raggio di pochi chilometri dalla centrale : i costi di trasporto , in caso contrario, rendono il bilancio non positivo dal punto di vista ecologico e neppure probabilmente da quello economico , se non grazie ai certificati verdi che siamo sempre noi a pagare. La tecnologia può essere vantaggiosa in zone boschive dove l' impianto può essere alimentato dagli scarti di manutenzione e di lavorazione del legname ( vedi paesi nordici ). Esistono studi che hanno verificato l' esistenza nelle emissioni di polveri fini e di metalli pesanti. E' quindi necessario che il Comune predisponga uno studio articolato sull' impatto della centrale , basandosi su dati concreti a partire dal progetto presentato e dagli eventuali chiarimenti richiesti alla Società : tutto ciò senza alcun pregiudizio di carattere "ideologico". Ogni iniziativa di produzione di energia dovrebbe infine essere inserita nel contesto del piano energetico regionale ; la nostra regione almeno basandosi sui dati disponibili al 2005 non è molto lontana dall' equilibrio nella produzione/consumo di energia elettrica e comunque la situazione andrebbe aggiornata sulla base del trend attuale di riduzione o chiusura di molte attività produttive , considerando un piano ( ma esiste? ) di rilancio delle stesse.
Francescp 02/10/2010 16:08:12
Caro Nicola, la tua risposta è piena di luoghi comuni come tutte le persone che non sanno più cosa rispondere alle affermazioni altrui. In ogni caso: Io dico chiudiamo alle auto, ai camper, alle tende, alle moto alle tende la riserva, poi vediamo. Fermiamole alle porte in un grande parcheggio e da lì a piedi, ombrellone in spalla, ghiacciaia alla mano come in tutte le riserve e parchi. Ultimamente sono stato nella zona di Grosseto, parco Uccellina e riserva pineta della Feniglia. Bene nel primo si arrivava ad un grande parcheggio e poi se da lì volevi andare in spiaggia (cala di Forno) nessun problema, ma a piedi, e per circa 5km. Nel secondo lo stesso parcheggio e camminata di circa 500-600 mt, oppure in bici, ma le macchine scordatele. Di barche nemmeno l'ombra.Come alle Tremiti dove in certe zone non puoi scendere o avvicinarti. Sulle barche non vado in barca, non ho l'azienda a PP per cui non so dirti ma mi sembra quantomeno qualunquista dire che chi ha la barca ha l'azienda a PP. Per quello che so io il circolo nautico del porto è pieno di professionisti quali avvocati, giudici e commercialisti e lo sa mezzo mondo che il giudice Cassano ne è stato l'anima per anni. Per il resto dimostri la tua ignoranza in materia PP è stata progressivamente limitata non ingrandita. Se un giorno ti documenterai al Cosiv vedrai che i disegni antichi e i plastici esistenti ne delimitavano una zona molto più grande. Anche se un tubo del gas si rompe ti potrebbe saltare per aria la casa e allora? Non per questo non credo che tu rinunci al dio metano oppure hai la cucina economica in casa. In ogni caso non lo dico io che l'olio vegetale è una rinnovabile lo dicono le leggi che chiaramente stanno bene agli ambientalisti che si riempiono la bocca di questa parola ogni qual volta si parla di fonti convenzionali ma poi quanto si va ai fatti ecco che appare la sindrome di NIMBY lo stesso dicasi per l'eolico, il sole se fatto nei campi, le biomasse solide etc...l'ambientalista talebano dice si alle rinnovabili però lo decide lui dove...ma dai...e infatti per questo a Vasto prende meno di 400 voti non è rappresentato in Consiglio Comunale e fortunatamente è fuori dal Parlamento Italiano (vedasi sciagura Pecoraro Scanio) Ma chi ti dice che l'olio si dovrebbe sversare in mare ammesso che istonio energy si faccia rifornire dal mare, cosa che non credo vista la piccola potenza di questa centrale infatti questa centrale a spanne consumerà circa 6000 ton di olio. Ossia meno di una tonnelata ora (circa 750 litri). Per cui si approvigionerà sicuramente a mezzo treno o camion. Il tuo olio è fritto e quindi rifiuto e non utilizzabile da queste centrali (è molto più inquinante perchè ha già subito una trasformazione termica) quello che userà la centrale è vergine e se ci fosse la convenienza economica potrebbe anche essere d'oliva. Per la forza occupazionale se chi investe ha un vantaggio economico dai guardiaparco potrebbe anche farlo ma francamente se investe in altro forse pensa che i suoi soldi siano più redditizi altrove. Non credo che vengano tabulati gli ingressi in riserva ma ammettendo 10000 visitatori l'anno (ma credo che siano meno della metà) e facendo pagare loro 10€ a persona (uno sproposito) si arriva a 100000€ annue. Mi spieghi cosa ci fai? Niente. Qui si critica un'imprenditore che LEGITTIMAMENTE investe perchè le carte dicono che può INVESTIRE in quel posto (anche se una centrale del genere può essere fatta anche nel mezzo di un vigneto o uliveto) mica sta chiedendo quale favore...per cui non vederci niente di poco chiaro è tutto chiaro, pubblico e scritto nelle carte.
Nicola 01/10/2010 13:47:54
Caro Francesco e caro Ciccosan. Il primo mi dice che la riserva o la spiaggia sono mal sorvegliate e quindi, invece di migliorare peggioriamo? Ti lamenti delle auto, bene dai un'occhiata ai servizi urbani per accedere alla spiaggia te ne farai di risate, mi dici che le persone con le barche fanno quello che vogliono, ma guarda un po' chi ha la barca di solito a Vasto è proprio chi sopra la spiaggia di Punta Penna ha la "fabbrichetta" e tra parentesi se qualcuno della capitaneria lo pesca in fragrante contravvenzione... lasciamo perdere ma immagini come va a finire Il secondo addirittura mi dice che una zona è stata costruita (cioè Punta Ppenna ) è stata destinata prima a zona industriale invece di San Salvo a me sembra che innanzitutto quando è astata ampliata Punta Penna fine anni 70 San Salvo era già attiva da tempo ma magari ricordo male (sicuramente no) ed inoltre non è che perché qualcuno ha fatto un "errore" mi scuserai le virgolette bisogna continuare su uno stesso piano per anni. Inoltre e lo ripeto a tutti l'imprenditore può fare certamente quello che vuole (questo è un chiaro esempio) ma sarebbe bello ed opportuno se i suoi interessi non violassero quelli degli altri, inoltre con tanto spazio a San Salvo perché non lì? Infine non è bruciando olio di colza si abbassano i livelli di pericolosità di un'azienda se finiscono in mare quintali di olio di oliva ad esempio fanno meno danno del petrolio ma non fanno bene, tant'è che in teoria l'olio della frittura di casa nostra si dovrebbe fa smaltire al Conai e io friggo con l'olio d'oliva per i presunti posti di lavoro che si verranno a creare, quanti credi che saranno 10,20,30 benissimo a quei trenta li convertiamo in guardaparco gli facciamo organizzare mostre e proiezioni sulle bellezze del nostro mare smettiamola ogni volta di sbandierare un'utilità per la collettività quando qualcuno deve fare qualcosa di poco chiaro dalle mie parti si chiama rigirare la frittata
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