Quanto costa il mio voto

Pubblicato Venerdì , 5 settembre 2008
Quanto costa il mio voto

Quanto costa il mio voto

Bookmark and Share 1051 letture Nessun commento Lascia il tuo! Stampa

Tre richieste alla classe politica abruzzese

Le elezioni regionali si avvicinano e nessun politico sembra avere le capacità per stupire il cittadino, per lasciarlo a bocca aperta dinanzi alla quadratura del cerchio, al programma perfetto...nessuno ha le capacità per ridare illusione al cittadino. Io, cittadino della strada, ho le mie richieste. Sono solo tre: il minimo sindacale per farmi dire: "Ok, ti voto". In una situazione normale, in un Paese democraticamente maturo, le mie tre piccole richieste sarebbero ridicole, perché basiche. Sarebbero il minimo vitale per un partito o per un politico. Invece qui, in Abruzzo (Italia), sono il massimo che possiamo chiedere. Un "almeno questo" malinconico, tipico di chi non ha più speranza. La nostra è una classe politica incapace. Il resto sono solo conseguenze o scuse. Gli stipendi alti, la pensione non meritata, gli incarichi post-istituzionali, la stampa o uno qualsiasi dei mille difetti del nostro sistema sono la diretta conseguenza dell'incapacità della nostra classe politica. L'incapacità di cambiare, rinnovare, di dare una spallata allo status quo fallimentare in cui da anni versiamo. Il coraggio di dire: "Finora sono stato parte del problema...adesso sarò parte della soluzione". Un cambio. Davvero questa gente può andare per la strada con la fronte alta e pensare: "Sono rispettato perché la gente sa quanto ho fatto per loro...". Sono così sciocchi o presumono della loro meschinità, della maniera in cui ci hanno preso in giro? Noi siamo così sciocchi da sentire di dovergli qualcosa? Siamo entrati a far parte dello status quo che critichiamo o siamo ancora capaci di condizionare il nostro voto? Non so come loro possano dormire tranquilli, ma io posso. E potrò farlo fino a quando non diventerò una piccola parte del sistema marcio (ma perfettamente funzionante...) in cui viviamo. A che condizione avranno la mia preferenza? 1) Cultura della Legalità. 2) Rispetto dell'Ambiente. 3) Sviluppo. Cultura della Legalità. La Legalità non è solo un problema di ordine pubblico, ma è prima di tutto un problema culturale. Dai miei rappresentanti mi aspetto una repressione decisa di ogni forma di illegalità, dalla multa per divieto di sosta alla lotta alle mafie. Ma non basta. La Legalità si insegna. Con le campagne pubblicitarie, con l’esempio e con la stessa repressione. Per ristabilire la cultura della Legalità nella nostra regione è necessario prima di tutto fare pulizia in casa. Nessun politico con condanne penali dev’essere candidato. Poi, una volta arrivato al potere, mi aspetto l’educazione e la repressione. Ma il primo passo, il minimo che possa fare un politico per guadagnarsi il mio voto è non candidarsi con delinquenti o corrotti. Rispetto dell’Ambiente È indispensabile capire che il problema ambientale non è più una richiesta secondaria. Non siamo più nelle condizioni di decidere se salvaguardare l’Ambiente. Ci siamo giocati questa possibilità negli ultimi 50 anni e adesso è una priorità. Neanche basta non inquinare più, ma dobbiamo fare un passo indietro, dove possibile. Dobbiamo ripristinare la verginità di alcune zone, oltre che salvaguardare quelle non ancora contaminate. L'obbligo deriva dall'impossibilità di scegliere: ne va della nostra salute e della nostra vita. Sviluppo È troppo tempo ormai che la nostra regione (così come il nostro Paese) è immobile, non cresce. I giovani abruzzesi sono costretti ad emigrare come i loro nonni per avere un lavoro degno di questo nome. Siamo indietro sotto tutti i punti di vista. Dobbiamo trovare un modello di sviluppo ad hoc per la nostra regione. Potenzialmente, possiamo crescere, possiamo uscire dalla stallo in cui ci troviamo, ma dobbiamo fare uno sforzo importante. Il modello che immagino deve creare sinergie tra le nostre risorse e l’attività economica. Nessun settore ci è precluso, ma ci sono alcuni in cui possiamo battere la concorrenza. Un certo tipo di turismo, in primis, ma anche la piccola industria e l’agricoltura. Quest’ultima in particolare può sfruttare le nuove forme di sviluppo per puntare sulla qualità e sui modelli ibridi turismo/agricoltura. La ricerca, di cui abbiamo un disperato bisogno, dev’essere mirata agli obbiettivi regionali e l’istruzione deve andare di pari passo. L'Abruzzo non si può permettere la fuga di cervelli che ci sta togliendo le menti migliori. Dobbiamo, in definitiva, creare un 'sistema regione' che non c’è mai stato e che mai ci sarà se continuiamo a perseguire scopi antichi seguendo modelli di sviluppo ormai superati. Ecco, il politico che accetterà queste tre condizioni avrà il mio voto.

Commenti

Nessun commento
Commenta la notizia
ATTENZIONE: il tuo commento verrà pubblicato previa moderazione della redazione