Mercoledì, 4 Agosto 2010 Vasto

Per qualche euro in più

Inadeguatezza dei nostri balneatori

Più che un’attività economica, è una forma mentis, un moto dell’animo. L’operatore turistico deve avere, indubbiamente, capacità imprenditoriali o commerciali, ma anche una cultura specifica che lo ispiri nell’approccio al cliente. Un piccolo esempio. Nell’estate del 1982 andai a Rimini con alcuni amici. Arrivati in spiaggia, chiedemmo al bagnino un ombrellone e le sedie a sdraio. Quello ci guarda e ci dice:”Siete ragazzi, vi conviene spendere tot? Prendete un lettino ciascuno e spendete molto di meno”. Detto, fatto. Domanda: è possibile, è proponibile la stessa scena a Vasto? Forse il problema è tutto qui. Cerchiamo di essere sinceri con noi stessi: se i ragazzi avessero scelto Vasto, anziché Rimini, il bagnino, o il balneatore, avrebbe subito aderito alla richiesta di ombrellone e sedie a sdraio. Anzi, avrebbe magari consigliato, in aggiunta, di prendere un secondo ombrellone. Per la serie “adesso ho il pollo e lo devo spennare a dovere, l’anno prossimo si vedrà”. Fatte, come dico sempre in questi casi, le dovute eccezioni, appare evidente che la classe dei balneatori non sia all’altezza delle enormi potenzialità turistiche della nostra città. Prova ne sia quell’atteggiamento, molto puerile professionalmente, e molto provinciale, di costante ricerca del compare politico che ti sistema tutti i problemi, se del caso precipitandosi a L’Aquila per presentare un bell’emendamento ad hoc. A proposito, a Rimini non ci sono recinzioni a protezione dei bagni. Eppure, nella capitale europea delle vacanze non mancano episodi di vandalismo e di criminalità, al pari, perlomeno, di quello che avviene a Vasto. E allora, come cavolo fanno i Riminesi a difendere le loro strutture? Possibile che solo da noi si debba ricorrere ad un intervento legislativo a favore di tre o quattro persone che hanno necessità di mettere a posto le loro pendenze? Ecco le differenze tra noi e Rimini, che pure non ha le bellezze che offre la nostra città. Ed è una differenza che risiede nella testa delle persone.

Giacinto Zappacosta