Messaggio di Mons. Bruno Forte al mondo della Scuola
Un invito a riflettere sul tema della 5^ Giornata per la Salvaguardia del Creato
Carissimi Amici,
desidero farVi giungere il mio augurio e l’assicurazione della mia preghiera all’inizio del nuovo anno scolastico, invitandovi a riflettere sul tema della 5ª Giornata per la Salvaguardia del creato, proposto dai Vescovi italiani per il 1 settembre 2010: Custodire il creato, per coltivare la pace. Il profondo legame che intercorre fra la convivenza umana giusta e la custodia della terra è stato evidenziato da Benedetto XVI nel Messaggio per la 43a Giornata Mondiale della Pace (1° gennaio 2010): veramente il dono della pace che viene da Dio è inseparabile dall’impegno per la giustizia fra gli uomini!
Quest’impegno non è facile, perché tante sono le minacce che attentano oggi alla giustizia per tutti: si pensi agli ostacoli che incontrano i poveri per accedere alle risorse ambientali, comprese quelle fondamentali come l’acqua, il cibo e le fonti energetiche; allo sfruttamento dell’ambiente,
che compromette l’abitabilità della terra (ben evidenziato dalla mobilitazione anche di noi Vescovi riguardo al Centro OLI); alla sottrazione di beni necessari alla vita di molte popolazioni operata da multinazionali al di fuori delle regole democratiche; alle guerre e alla produzione degli armamenti.
È anche in rapporto a queste sfide che va letto il richiamo del Papa al “dovere gravissimo (…) di consegnare la terra alle nuove generazioni in uno stato tale che anch’esse possano degnamente abitarla e ulteriormente coltivarla” (Enciclica Caritas in veritate, n. 50).
Tale dovere esige una profonda revisione del modello di sviluppo in atto: costruire la pace nella giustizia significa orientarsi a stili di vita più sobri, evitando i consumi superflui e privilegiando le energie rinnovabili. Insieme a questa scelta necessaria, occorre poi l’impegno di tutti a servire il bene comune al di sopra di ogni interesse egoistico. Ciò appare particolarmente
urgente per il nostro Abruzzo, segnato dal dramma del terremoto del 2009 e dalle ferite ad esso conseguenti, ancora in gran parte aperte (si pensi solo al centro storico de L’Aquila, dove tutto sembra pressoché fermo al 6 Aprile 2009!). Bisogna vigilare perché la ricostruzione avvenga in tempi rapidi, nel rispetto delle persone, della storia e dell’ambiente e nella trasparenza morale di quanti ad ogni titolo vi sono coinvolti.
Propongo ai docenti e agli studenti di riflettere su questi temi, comunicandomi, se vorranno, le Loro impressioni. Scegliamo la sobrietà e anteponiamo a tutto il bene comune: anche facendo suo questo appello la scuola potrà contribuire a far crescere la qualità della vita per tutti. Benedico i ragazzi e i giovani, le famiglie e l’intero personale scolastico, docente e non docente, con tutto l’affetto del mio cuore di Padre e Pastore
+ Bruno Forte
Arcivescovo Metropolita di Chieti-Vasto
desidero farVi giungere il mio augurio e l’assicurazione della mia preghiera all’inizio del nuovo anno scolastico, invitandovi a riflettere sul tema della 5ª Giornata per la Salvaguardia del creato, proposto dai Vescovi italiani per il 1 settembre 2010: Custodire il creato, per coltivare la pace. Il profondo legame che intercorre fra la convivenza umana giusta e la custodia della terra è stato evidenziato da Benedetto XVI nel Messaggio per la 43a Giornata Mondiale della Pace (1° gennaio 2010): veramente il dono della pace che viene da Dio è inseparabile dall’impegno per la giustizia fra gli uomini!
Quest’impegno non è facile, perché tante sono le minacce che attentano oggi alla giustizia per tutti: si pensi agli ostacoli che incontrano i poveri per accedere alle risorse ambientali, comprese quelle fondamentali come l’acqua, il cibo e le fonti energetiche; allo sfruttamento dell’ambiente,
che compromette l’abitabilità della terra (ben evidenziato dalla mobilitazione anche di noi Vescovi riguardo al Centro OLI); alla sottrazione di beni necessari alla vita di molte popolazioni operata da multinazionali al di fuori delle regole democratiche; alle guerre e alla produzione degli armamenti.
È anche in rapporto a queste sfide che va letto il richiamo del Papa al “dovere gravissimo (…) di consegnare la terra alle nuove generazioni in uno stato tale che anch’esse possano degnamente abitarla e ulteriormente coltivarla” (Enciclica Caritas in veritate, n. 50).
Tale dovere esige una profonda revisione del modello di sviluppo in atto: costruire la pace nella giustizia significa orientarsi a stili di vita più sobri, evitando i consumi superflui e privilegiando le energie rinnovabili. Insieme a questa scelta necessaria, occorre poi l’impegno di tutti a servire il bene comune al di sopra di ogni interesse egoistico. Ciò appare particolarmente
urgente per il nostro Abruzzo, segnato dal dramma del terremoto del 2009 e dalle ferite ad esso conseguenti, ancora in gran parte aperte (si pensi solo al centro storico de L’Aquila, dove tutto sembra pressoché fermo al 6 Aprile 2009!). Bisogna vigilare perché la ricostruzione avvenga in tempi rapidi, nel rispetto delle persone, della storia e dell’ambiente e nella trasparenza morale di quanti ad ogni titolo vi sono coinvolti.
Propongo ai docenti e agli studenti di riflettere su questi temi, comunicandomi, se vorranno, le Loro impressioni. Scegliamo la sobrietà e anteponiamo a tutto il bene comune: anche facendo suo questo appello la scuola potrà contribuire a far crescere la qualità della vita per tutti. Benedico i ragazzi e i giovani, le famiglie e l’intero personale scolastico, docente e non docente, con tutto l’affetto del mio cuore di Padre e Pastore
+ Bruno Forte
Arcivescovo Metropolita di Chieti-Vasto
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