Venerdì, 3 Settembre 2010 Vasto

La Asl per la tutela della salute delle donne immigrate e dei loro bambini

Al via il progetto "Arcobaleno" per la tutela della maternità e dell'infanzia

Si chiama "Arcobaleno" il progetto di comunicazione interculturale della Asl Lanciano-Vasto-Chieti pensato per facilitare l'accesso delle donne straniere immigrate e dei loro bambini ai servizi sanitari e per aiutare gli operatori a rapportarsi con loro nella maniera più rispettosa possibile della cultura e delle abitudini del paese di provenienza, evitando le incomprensioni linguistiche e sociali.

Il progetto, sviluppato dal Dipartimento Materno-Infantile della Asl, in collaborazione con il Servizio Qualità Aziendale, si articola in diverse azioni, fra cui l'utilizzo di questionari pediatrici e ostetrico-ginecologici tradotti in 9 lingue (inglese, francese, spagnolo, rumeno, albanese, polacco, russo, arabo e cinese) utili a ricostruire la storia clinica, la sintomatologia e ogni altra evenienza diagnostico-terapeutica degna di nota. Sono in corso di distribuzione anche brochure informative multilingue sull'importanza dell'allattamento al seno e sulla prevenzione delle morti in culla. Inoltre è stato approntato un questionario diagnostico multilingue di emergenza da utilizzare nei Pronto Soccorso degli ospedali. Tutto il materiale verrà utilizzato da subito, in via sperimentale per tre mesi, nei reparti di Ostetricia-Ginecologia e Pediatria, nei Distretti sanitari e nei Consultori familiari dell'Area Lanciano-Vasto, per essere poi adottati da tutte le altre strutture della Asl una volta che ne sia stata verificata l'efficacia e si siano corrette le eventuali criticità. Sono inoltre previsti dei percorsi formativi specifici per gli operatori in modo da fornirgli gli strumenti per operare nel miglior modo possibile nei confronti di questa particolare categoria di utenti.

La presenza di donne e bambini immigrati è un fenomeno in costante crescita in provincia di Chieti, dove, fra l'altro, ad essere maggioritaria fra i cittadini stranieri è proprio la componente femminile, rappresentata quasi totalmente da donne giovani in età fertile. A conferma di quanto questa categoria di cittadini abbia bisogno di una particolare attenzione, vi sono i dati di accesso ai servizi sanitari dell'area Lanciano-Vasto. Fra marzo 2008 e agosto 2010 l'11% delle donne che hanno partecipato ai percorsi di accompagnamento alla nascita era rappresentato da donne immigrate. Ancora più significativi sono i dati relativi alle nascite: l'11% dei parti avvenuti a Lanciano nel 2008 ha avuto come protagoniste cittadine immigrate, mentre a Vasto questa percentuale arriva addirittura al 18% (2009). Sempre a Vasto il 36% delle interruzioni volontarie di gravidanza è stato richieste da immigrate, un dato che evidenzia la necessità di una corretta informazione sulla contraccezione e sulla gravidanza. Molto numerosi, infine sono stati gli accessi ai servizi erogati dai consultori familiari. Per quanto riguarda le nazionalità rappresentate, le rumene da sole rappresentano circa il 60% delle donne straniere che usufruisce dei servizi materno-infantili erogati dalla Asl; seguono le donne albanesi, marocchine, russe e polacche.

Il progetto "Arcobaleno" è stato presentato in un incontro tenutosi il 2 settembre scorso nella sede di Lanciano della Asl alla presenza del Direttore Generale Francesco Zavattaro. Oltre a lui sono intervenuti il Direttore Sanitario Amedeo Budassi, il Direttore Amministrativo Giancarlo Barrella, la responsabile del Dipartimento Materno-Infantile dell'area Lanciano-Vasto Antonietta Salvi e il prof. Francesco Chiarelli, pediatra dell'Università "d'Annunzio" di Chieti.

"La presenza di cittadini immigrati - ha sottolineato il manager Zavattaro - è una realtà che non può più essere ignorata, ma che anzi merita grande attenzione da parte della nostra Asl. Il progetto "Arcobaleno" finalizzato a curare, informare e tutelare la maternità e l'infanzia rappresenta quindi un primo, importantissimo passo sulla strada della qualità dei servizi erogati a questa particolare categoria di cittadini, e ha, inoltre, il grande merito di concentrarsi soprattutto sulle strutture territoriali, dove maggiormente si concentra la richiesta di assistenza da parte delle cittadine immigrate e dove stiamo lavorando per offrire un più elevato standard di prestazioni sanitarie".