L'insegnamento di De Gasperi non serve a nulla?
La candidatura del figlio di Di Pietro pone molti interrogativi
Cristiano Di Pietro, figlio di Tonino, è candidato alle elezioni regionali del Molise. La notizia ha scatenato la reazione dei membri del circolo Idv di Termoli che, prima di abbandonare il partito, hanno scritto: “Di Pietro come Bossi e Berlusconi, accomunati dalla stessa concezione familistica e privatistica della politica”. Be’, è difficile dare loro torto. È vero che Cristiano è impegnato da tempo in politica, ma una candidatura così importante, in un contesto storico così delicato nei rapporti tra politica e cittadino, sa di casta, di favoritismo, di privilegio, insomma di tutte quelle cose che Tonino contesta, a parole, quotidianamente. Come la candidatura del figlio di Bossi che, alle ultime regionali lombarde, fu il più votato nella provincia di Brescia. Era il figlio del capo e il partito si mise a sua completa disposizione per farlo eleggere. Ma se sei figlio di un leader politico, non puoi fare politica? Sì, puoi farla, ma per la candidatura e, magari, l’elezione sarebbe opportuno il ritiro di papà. Ci fu un altro papà, dopo la seconda guerra mondiale, al quale la figlia chiese un semplice impiego statale, non la candidatura a consigliere regionale o a deputato. Il papà rispose: “Non si può, perché lo Stato paga già uno stipendio alla nostra famiglia”. Quel papà era Presidente del Consiglio. Ma si chiamava Alcide De Gasperi.
Davide D’Alessandro
Davide D’Alessandro
MiSpa
21/09/2011 14:28:53
Carissimi mi pare di capire che in molti abbiamo dubbi sulla capacità dei nostri politici di comportamenti eticamente corretti. Ovviamente tutti sono "liberi" di avviarsi a qualsiasi attività. Essere "figli d'arte" non può trasformarsi come un impedimento. Il problema è che in Italia la politica viene vista proprio come un arte, "l'arte di arrangiarsi" e non come servizio. Comunque per noi avere speranza di trasparenza,anche se difficile, è necessario, avere fiducia che così sarà è molto più difficile
nicolangelodadamo
20/09/2011 18:42:30
Se non vi basta l'esempio di D'Alessandro per segnare la distanza morale dei politici di una volta dagli attuali, vi racconto un aneddoto molto istruttivo: una mattina un figlio di Giovanni Amendola, ministro in carica, chiese al padre un passaggio sull'auto di servizio per arrivare in orario al Liceo. Il padre lo guardò serio e gli rispose: "Accompagnarti a scuola non è un servizio di Stato" e uscì in fretta di casa. Purtroppo era il 1921...
angelo del lupo
20/09/2011 18:00:18
Caro MiSpa,i "figli d'arte" esistono in tanti campi non esclusa la politica. E' chiaro che avere "un nome" comporta un vantaggio ma,d'altra parte non si può accettare che avere "un nome" costituisca una limitazione alla libertà individuale nella scelta di un'attività e nello sviluppo delle leggittime aspirazioni professionali o politiche che siano. Se dovessi scegliere tra il sacrifico dell'"opportunità" e quello della "libertà" sacrificherei l'"opportunità" in quanto la libertà individuale è un valore irrinunciabile.
Lo stesso problema se lo saranno posto uomini come La Malfa,Cossutta,Segni tanto per restare nel campo della politica e di figli che in un qualche modo hanno avuto vantaggio dal "nome" dei padri.
Caro giacomo,visto che sei l'Emilio di D'Alessandro,ti invito a rileggere quanto scritto:nessuna difesa di Di Pietro che lo ha già fatto nelle sedi opportune,ma casomai la segnalazione di un improprio riferimento storico da parte del tuo "boss".
Caro Nicola,ti ringrazio per l'utile chiarimento storico su come realmente siano andate le cose in casa De Gasperi.
Per quanto mi riguarda posso dirti che quando mio era assessore alle finanze a Vasto e la SIV assunse mia sorella,a chiamata,come segretaria del Direttore Generale,mio padre la fece dimettere immediatamente perchè non poteva permettere che si pensasse ad un suo condizionamento da parte della SIV. Questo per dirti che la sensibilità etica non è una prerogativa esclusiva dei grandi statisti.Concordo con te che dal punto di vista strettamente politico De Gasperi e Di Pietro non sono confrontabili:se avessi assistito al recente incontro IDV lo avresti sentito dire allo stesso Di Pietro.
Nicola
20/09/2011 16:55:46
Tanto per la precisione. Maria Romana De Gasperi fu segretaria di suo padre quando egli fu Presidente del Consiglio. Lo stipendio della stessa le fu elargito dal padre, il quale sottraeva questa somma dal suo. Accomunare la figura di De Gasperi ad un qualsiasi scalzacane che fa politica oggi è bestemmia bella e buona. E' importanta notare che Alcide De Gasperi prima della dissoluzione dell'impero Austro Ungarico fu rappresentante della minoranza italiana all'interno del Parlamento di Vienna. Mi si laci dire, altra stoffa ed altro rigore.
giacomo
20/09/2011 16:14:40
del lupo è straordinario, supera persino se stesso. va ricordato, ovviamente, che è stato candidato dall'Idv, ma trombato, alle ultime elezioni comunali. insomma, diciamo che il commento francamente non solo non regge, ma non è molto credibile. la difesa che fa del padrone dell'idv rischia di superare quella di Emilio nei confronti di Silvio. e di troppa fede si può anche morire. viva il figlio di bossi!!!
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