Mercoledì, 13 Ottobre 2021 Vastese

SEVEL, "La delocalizzazione non ci sarà"

Il Ministro Giorgietti: "Segnali positivi e rassicurazioni"

Segnali positivi come “la rassicurazione che non ci sarà delocalizzazione in Polonia per la Sevel”.

Questo, secondo il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, l’esito del secondo tavolo Stellantis che si è tenuto l’11 ottobre con i rappresentanti dell’azienda, i sindacati nazionali e di categoria. Presenti il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, e il viceministro del Mise, Gilberto Pichetto.

Ma le “rassicurazioni”, secondo quanto riferito da più fonti, non convincono del tutto e in Val di Sangro non si spegne il timore per i circa 6mila lavoratori di trovarsi a stretto giro nello scenario peggiore, quello della delocalizzazione. Il problema è legato alla crisi nell’approvvigionamento dei semiconduttori, che riguarda tutto il settore dell’automotive. Alle difficoltà attuali si aggiungono quelle per la prevista apertura, agli inizi del prossimo anno, dello stabilimento polacco di Gliwice, che produrrà il Ducato.

Un sito che, secondo quanto emerso, sarà complementare e non andrà a sostituire lo stabilimento di Atessa, cuore pulsante dell’economia della Val di Sangro, pilastro produttivo dell’intera regione e del centrosud Italia.

L’azienda nelle scorse settimane ha comunicato la riorganizzazione dei turni a seguito della situazione altamente critica riguardo la fornitura dei semiconduttori, necessari per le parti elettroniche del furgone Ducato made in Atessa. Dal 27 settembre si è passati da 18 turni di produzione a 15 e per la manutenzione da 20 a 18 turni. Un drastico calo di produzione che ha portato a dover fare meno di 650 trasfertisti (dipendenti in cassa integrazione provenienti da altri stabilimenti in difficoltà del marchio Stellantis) e di 300 lavoratori interinali.

Nel tavolo convocato nei giorni scorsi, tra le altre cose, l’azienda ha illustrato il piano sul distretto di Torino che diventerà centro strategico del processo di elettrificazione del gruppo dove insieme agli investimenti di sviluppo, tecnologie e formazione si realizzeranno modelli elettrici della 500 e Maserati. Entro fine anno l’azienda si è impegnata a presentare il piano complessivo del gruppo in Italia.

Per Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, e Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore auto: “il tavolo ministeriale con Stellantis deve proseguire fino alla definizione di una missione produttiva per tutti gli stabilimenti italiani. Il ruolo del Governo, non solo di garante ma anche di supporto, è fondamentale, giacché ci troviamo in un momento cruciale e difficilissimo. Stiamo difatti attraversando contestualmente un delicatissimo processo di integrazione fra FCA e PSA, una storica trasformazione dell’intero settore automotive per elettrificazione e guida autonoma, una crisi di approvvigionamento di materiali e in particolare di semiconduttori che promette di portarsi ancora a lungo”.

“Speriamo che il Governo si attivi sia per cercare di ripristinare il prima possibile le forniture di semiconduttori sia per favorire riconversioni industriali e attrarre investimenti su tecnologie innovative. L’Italia sembra purtroppo in grave ritardo rispetto alle altre potenze industriali, che sostengono e promuovono i loro campioni industriali nazionali”.