Giovedì, 10 Ottobre 2019 Vasto

Palazzo d’Avalos chiude di notte, “Troppo degrado”

Il cortile trasformato da incivili in una latrina pubblica

Palazzo D’Avalos chiude durante le ore notturne. Il vice sindaco Giuseppe Forte ha firmato l’ordinanza, dopo aver visto l’ennesimo scempio provocato durante la notte nel cortile dello storico palazzo. “Quel cortile e persino l’ingresso del museo” , racconta Forte “ogni notte venivano scambiati per urinatoi. Ogni mattina gli operatori della Pulchra erano costretti a raccogliere di tutto. Davanti a forme di inciviltà che creavano imbarazzo, l’amministrazione comunale, dopo aver avvisato due famiglie che risiedono nel palazzo, ha preso la decisione per tutelare la struttura e per ridare ai turisti e ai cittadini un luogo pulito e curato”.

Pugno duro dell’amministrazione per far rispettare la città, i propri monumenti e luoghi d’arte . Il Comune ha deciso che deve diventare una pretesa per tutti i cittadini. C’è chi chiede che chi ha ridotto in più occasioni Palazzo d’Avalos a un urinatoio pubblico venga identificato, multato e condannato alla pulizia del luogo.

Qualche tempo fa era stata inviata una lettera al Centro da parte di alcuni residenti che con grande imbarazzo non avevano saputo cosa rispondere ad una turista olandese che insieme ad alcuni connazionali aveva definito «vergognose» le condizioni del cortile del d’Avalos. La comitiva olandese si era allontanata nauseata dall’olezzo e così pure un gruppo di turisti arrivati dalle Marche e altri venti dalla Lombardia. L’androne del palazzo era pieno di urina e rifiuti. Lo stesso il portone.

«Purtroppo è successo ancora e nonostante i continui interventi di bonifica lo sgradevole e incivile inconveniente continuava a provocare problemi», dice Giuseppe Forte. «Il Comune non può permettere che il cortile del d’Avalos venga usato come toilette. Il Comune”, dice il vice sindaco” pretende rispetto per i vastesi e per Vasto. Quello che è accaduto in questi mesi a Palazzo d’Avalos non può essere tollerato. Il degrado mortifica tutti noi. Il centro storico non è un bagno all’aperto”.

Paola Calvano (Il Centro)