Martedì, 9 Luglio 2019 Chieti

Un pezzo d’ospedale di Chieti sarà raso al suolo

La giunta Marsilio ordina alla Asl di demolire e ricostruire il Corpo C del Santissima Annunziata: operazione da 4,5 milioni

di Gianni La Macchia

L’edificio esistente è altamente vulnerabile; i tempi di realizzazione del project financingnon sono compatibili con le tempistiche dell’emergenza; l’intervento di miglioramento sismico sarà sostituito con un intervento di demolizione e ricostruzione. Sono questi i tre passaggi chiave della delibera con cui la Giunta regionale, ieri mattina, ha autorizzato la Asl di Lanciano-Vasto-Chieti a procedere alla demolizione del Corpo C del policlinico Santissima Annunziata di Chieti, non sicuro sismicamente e staticamente, e alla successiva ricostruzione, fuori sito, del nuovo corpo destinato alla Radiologia. Questa grande porzione del policlinico teatino che spera ancora di diventare Dea di II livello, condiviso funzionalmente con Pescara, è stata negli ultimi anni alleggerita delle attrezzature elettromedicali, rafforzata con enormi travi metalliche e sottoposta a trasferimenti di reparti.

Soluzioni che però si sono rilevate insufficienti. L'azienda sanitaria lancerà quindi un bando di gara per eseguire le opere: l'importo dei lavori, che in un primo momento la Asl aveva chiesto di destinare ad un project financing (che per ora va avanti anche se i tempi appaiono sempre più lunghi), è stato rimodulato in diminuzione in 4.526.489 di euro, fondi di derivazione statale decretati dal capo del dipartimento della Protezione Civile. Ulteriori eventuali spese saranno garantite dalla stessa azienda sanitaria, come si legge nella delibera di giunta.
«Abbiamo agito in questa direzione per utilizzare fondi della Protezione Civile che rischiavamo di perdere», ha spiegato il governatore, Marco Marsilio, «è un primo intervento per la messa in sicurezza dell'ospedale di Chieti con l'abbattimento e la ricostruzione di un primo corpo con un'azione diretta della Asl, fuori dal progetto di finanza», ha continuato Marsilio. Come gran parte della struttura ospedaliera teatina si tratta di un’infrastruttura risultata non sicura sismicamente e staticamente anche per l'utilizzo di cemento impoverito, come ha accertato una perizia del tribunale di Chieti. Per la messa in sicurezza complessiva, nel 2014, l'Ati Maltauro-Nocivelli ha presentato alla Asl il project financing che lo scorso anno ha ottenuto dalla Giunta regionale di centrosinistra, guidata da Luciano D'Alfonso, il provvedimento di pubblica utilità. L'ex esecutivo regionale, che ha puntato anche su altri project per ricostruire ospedali, aveva avocato a sé la delicata la pratica contro la quale si sono schierati M5S e Forza Italia, che erano all'opposizione, per i gravi ritardi nell'esame delle carte da parte dell'azienda sanitaria. Ora la stessa azienda è chiamata a bandire la gara di appalto europea che prevede per l'Ati il solo diritto di prelazione. Sul futuro del project, il governatore ha sottolineato che «è un'altra partita che sarà valutata a parte». Sta di fatto che la decisione della demolizione del Corpo C dell’ospedale è stata presa in un periodo di vacatio al vertice della Asl teatina il cui posto da manager è stato messo a concorso alla fine dello scorso anno, ma l’iter si sta rivelando molto tortuoso. Dopo una prima selezione, la giunta, in seguito a un ricorso di un aspirante manager romano escluso, ha infatti deciso di ripartire da zero. Ed ha nuovamente convocato per il 18 luglio, nella sede di piazza Unione, tutti i concorrenti per il rito dell’audizione che comunque lascia il tempo che trova perché la scelta finale è a discrezione di Marsilio.

Fonte il Centro