Martedì, 11 Giugno 2019 Vasto

Bilancio di un anno di attività dell'Associazione Terre di Punta Aderci

Continua la battaglia per ridurre la presenza degli ungulati nel territorio

Ad un anno dalla ricostituzione del Direttivo, l’Associazione Terre di Punta Aderci fa il punto dei risultati
prodotti dalle iniziative intraprese, in particolare con riferimento alla battaglia per la riduzione del numero
di ungulati presenti sul territorio e per la gestione della residua popolazione.
L’attività di mobilitazione della popolazione partita con la raccolta firme nell’ottobre scorso ha portato il
tema dei cinghiali all’attenzione delle istituzioni, ma le risposte che sono giunte sino ad ora da parte degli
Enti locali non possono dirsi del tutto soddisfacenti. La neo insediata giunta regionale in occasione di un
recente incontro presso la sede regionale, ove il nostro Presidente ha avuto l’occasione di essere presente,
ha indicato la strada che intende perseguire: incremento delle attività della polizia provinciale e invito agli
ATC – in particolare quello vastese – ad operare in maniera più incisiva attivando la caccia di selezione
all’interno delle zone di ripopolamento e cattura. Nell’occasione è stata anche annunciata da parte dell’ente
gestore della Riserva di Punta Aderci l’imminente installazione nei pressi dell’area protetta di un recinto di
cattura. Pur apprezzando l’attenzione dell’Assessore Imprudente nei confronti della problematica e la
disponibilità ad ascoltare le ragioni dei cittadini, dimostrata attraverso diversi incontri tenutisi con
rappresentanti del nostro comitato, non possiamo non sottolineare che le iniziative sin qui ipotizzate sono
inadeguate e probabilmente insufficienti alla risoluzione dei problemi lamentati.
Attendiamo quindi l’approvazione definitiva del Piano Faunistico Regionale, nel quale si auspica siano
inserite misure maggiormente incisive. Nel frattempo continueremo a tenere alta l’attenzione e a
monitorare gli interventi che saranno effettuati dalle Istituzioni competenti, pronti a mobilitarci se le
iniziative politiche non porteranno risultati concreti e cioè l’effettiva drastica riduzione del numero di
cinghiali presenti sul territorio.
Infine, torniamo ad invitare la Regione ad occuparsi non solo dell’attività di prevenzione, ma anche del
risarcimento dei danni all’agricoltura, modificando l’attuale sistema che obbliga gli agricoltori che chiedono
l’indennizzo ad accettare un regime gravemente penalizzante che, di fatto, porta alla liquidazione di
percentuali di molto inferiori alla metà dei danni effettivi.
Su questa problematica, che ad oggi non è stata assolutamente affrontata, chiediamo un intervento
immediato della Regione Abruzzo. Gli agricoltori hanno diritto al risarcimento integrale dei danni che
subiscono e sono pronti a dare battaglia sul punto in tutte le sedi istituzionali e giudiziarie.