Martedì, 14 Maggio 2019 San Salvo

Una città unita per l’ultimo saluto a Christian Cerbone

San Salvo si è fermata per i funerali di un giovane bravo e buono

“Anche il cielo oggi piange la tua morte. Ciao Cri”. Con questa frase bisbigliata tra sé e sé un ragazzo saluta Christian portato in spalla in chiesa dai suoi amici. Una chiesa piena fino all’inverosimile. Come pieno era anche il piazzale antistante. La città oggi si è fermata. Si è fermata nonostante la pioggia battente, nonostante il vento e le temperature non affatto primaverili. Si è fermata e si è stretta intorno ai familiari che in silenzio e con una compostezza unica hanno accompagnato il loro figlio dinanzi a Dio.

C’erano tutti. I suoi amici di sempre, gli amici del Palizzi di Vasto, i vicini di casa, l’Amministrazione Comunale e quanti in questi giorni con le parole e con il ricordo di quanti lo conoscevano gli hanno voluto dedicare un pensiero, una carezza, un loro ultimo saluto.

Cariche di significato le parole di don Raimondo Artese che, affiancato da don Beniamino Di Renzo, ha cercato di dare una risposta a una domanda che in molti sono a chiedersi e che difficilmente in molti troverà una spiegazione, “Perché?”.

Buono, altruista, sempre a pronto a tendere la mano all’altro. E poi ancora solare, premuroso. E soprattutto con tanta voglia di vivere e di realizzare i suoi sogni. Quei sogni infrantisi quel giovedì sera quando il suo cuore gli ha teso un brutto scherzo mentre era con gli amici di sempre a giocare sul campo di calcetto di San Salvo Marina.

“Tutta la comunità educante del Palizzi ha accolto con grande dolore la notizia della prematura e assurda scomparsa di un nostro caro studente, Christian Cerbone”. Queste le parole della Dirigente scolastica del Palizzi Nicoletta Del Re. “Gli studenti, il personale docente e non docente, si stringono con un abbraccio affettuoso a quanti lo hanno conosciuto, ai suoi amici, alla sua famiglia.  La morte improvvisa di Cristian ha colpito e sconvolto tutti. La morte di un nostro amico di 20 anni ci appare come qualcosa di scandaloso. Chi vive non può accettare la morte, in particolare essa appare un non senso, atroce e sconvolgente. Oggi tutti abbiamo pensato alla morte come qualcosa di ingiusto, immagino soprattutto voi, cari giovani. Oggi siamo tutti costretti a guardare in faccia la morte. Il silenzio tombale, al suono prolungato della campana, a mezzogiorno, che oggi ci ha uniti in un unico abbraccio, mi ha fatto comprendere che ognuno di noi era impegnato in una riflessione sincera e profonda. Davanti a fatti così non possiamo fermarci alla prima reazione emotiva. L’atteggiamento più vero davanti alla notizia della morte, è non sfuggire alla domanda che una morte così ci pone: si può credere davvero che la vita abbia un senso? Che tanta sofferenza non sia inutile? Che ci sia un destino buono per ognuno? La  morte di Christian ci invita a riflettere sul senso della vita, ci ricorda che noi siamo “viandanti” e che  vale la pena non sciupare nulla di quanto ci è stato donato”.