Martedì, 14 Maggio 2019 Chieti

Intelligence e web, le nuove spie

Ex capo Cia in Italia, stop travestimenti.Prof.Teti, sfida in rete

È finita l'epoca delle spie che cambiavano identità con parrucche e occhiali. Nell'era del digitale e del web questi travestimenti "sono oggi impossibili". Difficile anche cambiare documenti. "Ora si fa tutto su internet, anche il criptaggio. Non ci si rende più conto che sono spie come all'epoca. E oggi i servizi devono pensare più di prima a coperture di identità appropriati". A parlare è l'ex capo della Cia in Italia, Robert Gorelick, al convegno 'Il Futuro dell'Intelligence' organizzato dall' Università 'Gabriele D'Annunzio' Chieti-Pescara con i patrocini del ministero della Difesa e della Regione Abruzzo e al quale hanno portato i saluti il rettore Sergio Caputi, il governatore dell'Abruzzo, Marco Marsilio, e l'on.Antonio Zennaro, componente del Copasir. Obiettivo dell'incontro quello di tracciare un'analisi delle prospettive future dell'Intelligence inteso a tutti gli effetti come settore scientifico fatto di studi, ricerche, attività di reperimento e analisi delle informazioni con particolare riferimento a quelle fruibili nel cyberspace. In tal senso il responsabile del Settore sistemi informativi e innovazione tecnologica dell'Università, Antonio Teti, spiega che "le informazioni sono presenti nel mondo virtuale e noi stessi siamo i responsabili della presenza di queste informazioni perché immettiamo informazioni personali finanche riservate all'interno del mondo virtuale, dei social, del web. Internet diventa quindi il repository di riferimento di tutte le informazioni acquisibili a qualsiasi livello". Ecco l'importanza della formazione. "I nativi digitali - dice il sottosegretario alla difesa, Angelo Tofalo - sono quelli che oggi devono traghettare il sistema Paese nel futuro". Da qui il tema della sicurezza. A sottolinearlo il direttore del Master in intelligence dell' Università della Calabria, Mario Caligiuri per il quale l' intelligence "ha il compito di cogliere la realtà e gli scenari futuri". Per quanto riguarda poi un'intelligence europea i relatori hanno espresso perplessità sull'unione di dati e strutture in diversi campi. Infine il colonnello Ferdinando Munno ha illustrato il ruolo del comando per le operazioni cibernetiche (Cioc) del ministero della Difesa.

"Un tema di grande attualità quello è stato affrontato a Chieti – ha detto il deputato M5s Antonio Zennaro, membro del Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica – sono molte le sfide che ci troviamo di fronte, sia dal punto di vista tecnologico che della sicurezza, prima tra tutte quella del 5G che ci porterà verso la connettività globale consentendo di collegare milioni di dispositivi in tutto il mondo ad alta velocità. L'Abruzzo è terra d’Intelligence e sarà strategica per il futuro dei servizi segreti civili e militari del nostro Paese, anche per quanto riguarda la formazione e il reclutamento delle risorse umane, per questo è importante che tutti i soggetti che si occupano di ricerca e innovazione facciano rete sul territorio. Il mio auspicio è che iniziative di questo tipo possano essere organizzate, prima o poi, anche all’Università di Teramo".