Venerdì, 11 Gennaio 2019 Vasto

Due importanti premi gastronomici dell'Accademia Italiana della Cucina vanno ad eccellenze del territorio teatino

Il bocconotto di Pierino e Claudia Bucci vince il “Villani” e l'olio dell'azienda Ursini conquista l'”Alberini”

Due prodotti, due eccellenze, due aziende tradizionali, due grandi tipicità del territorio della provincia di Chieti conquistano due dei più importanti premi annualmente attribuiti dall'Accademia Italiana della Cucina, istituzione culturale della Repubblica Italiana che da oltre 60 anni contribuisce al mantenimento delle tradizioni
enogastronomiche delle regioni italiane: sabato prossimo, 12 gennaio, alle ore 16.30 presso il Parco dei Priori a Fossacesia, il delegato della Delegazione di Chieti dell'Accademia, Nicola D'Auria, affiancato dal consigliere di presidenza, Mimmo D'Alessio, delegato onorario, consegnerà il “Premio Dino Villani” a Pierino e Claudia
Bucci, titolari della “Bottega del Bocconotto” di Castel Frentano, e il “Premio Massimo Alberini” all'azienda “Ursini” di Fossacesia.
Il “Premio Dino Villani”, intitolato alla memoria di uno dei fondatori dell’Accademia, è riservato ai titolari delle aziende artigianali o piccolo-industriali che si distinguono da tempo nella valorizzazione dei prodotti alimentari italiani con alti livelli di qualità. Il “Premio Massimo Alberini”, intitolato al grande giornalista e storico della gastronomia, collega di Orio Vergani, presente alla fondazione dell’Accademia di cui è stato Vice Presidente onorario, è assegnato a quegli esercizi commerciali che da lungo tempo, con qualità costante, offrono al pubblico alimenti di produzione propria, lavorati artigianalmente con ingredienti di qualità eccellente e tecniche rispettose della tradizione del territorio. 
«I premi accademici – spiega Nicola D'Auria, delegato di Chieti dell'Accademia Italiana della Cucina – costituiscono la testimonianza concreta dell'impegno della nostra istituzione nel valorizzare quelle realtà che sul territorio rappresentano la più schietta interpretazione del genio locale e della capacità di essere emblema di una
tradizione che si tramanda di generazione in generazione e che è l'espressione più genuina dell'Abruzzo a tavola».