Mercoledì, 9 Gennaio 2019 Sport

Scivolarono nel fiume, il 24 gennaio il processo ai presunti responsabili

I rischi non furono segnalati adeguatamente

Tragedia nel Parco della Maiella: il Tribunale di Pescara ha accolto le richieste della Procura. Per la morte di Giuseppe Pirocchi e Silvia D'Ercole, i coniugi di Scerni caduti nel fiume Orta il 1 maggio 2017, il prossimo 24 gennaio dovranno comparire davanti al giudice per le indagini preliminari Nicola Colantonio, il sindaco di Caramanico, Simone Angelucci e il direttore del Parco Nazionale della Maiella, Oremo Di Nino.

L’accusa nei loro confronti è omicidio colposo. Il procuratore Massimiliano Serpi e il sostituto procuratore Valentina D’Agostino hanno escluso l’imprudenza delle vittime, ed hanno puntato il dito sulle omesse segnalazioni del pericolo. I due imputati saranno assistiti dagli avvocati Alessandro Margiotta e Stefano Di Nino del foro di Sulmona e Giacomo Nicolucci del foro di Lanciano. I familiari delle vittime si costituiranno parte civile . A rappresentarli saranno gli avvocati Giuliano Milia, Arnaldo e Francesco Tascione.

Giuseppe Pirocchi e Silvia D’Ercole, persero la vita scivolando nelle gole del fiume Orta a Caramanico Terme. Gli investigatori sulla scorta delle risultanze investigative e delle perizie, hanno escluso lo scenario della tragica fatalità o dell’imprudenza da parte delle vittime.

"I due imputati", recita la richiesta di comparizione" per colpa, negligenza, imperizia, imprudenza e violazione delle indicazioni contenute nel Piano di fruizione del Parco nazionale della Maiella, non impedirono la morte di Giuseppe Pirocchi e Silvia D'Ercole. I due durante una escursione caddero nelle acque del fiume Orta e morirono per annegamento".

In particolare sarebbe stata omessa l'adozione di misure idonee a garantire la sicurezza dei sentieri e della zona denominata "Maritte dei giganti" o anche "Rapide di Santa Lucia". Il camminamento attraversato dalla coppia scivolata nel fiume era privo di cartelli di segnalazione e l’area non era transennata.

Gli avvocati delle vittime hanno raccolto un corposo dossier fotografico che a loro dire proverebbe come la tragedia sarebbe stata evitabile se fossero state prese le dovute precauzioni inibendo l’accesso dei visitatori nell’area a rischio e segnalando il pericolo. Silvia D’Ercole e Giuseppe Pirocchi annegarono sotto lo sguardo sconvolto dei loro due figlioletti di 8 e 5 anni.

Silvia lavorava come infermiera all’ospedale di Teramo. Giuseppe invece faceva l’operaio alla Sevel di Atessa. Avevano entrambi 32 anni. Il luogo dove è accaduta la disgrazia è uno dei posti più suggestivi del parco della Majella. Quel giorno Silvia e Giuseppe erano in gita con i figli e altri familiari. Silvia cadde per prima nel fiume e il marito, nel tentativo disperato di salvarla, finì anche lui inghiottito dalle rapide.

Paola Calvano