Mercoledì, 5 Dicembre 2018 Abruzzo

Approvato in Giunta il rendiconto della gestione 2017

La proposta è stata illustrata dall'assessore regionale Silvio Paolucci

La giunta regionale, su proposta dell'assessore al Bilancio Silvio Paolucci, ha approvato il rendiconto della gestione 2017, concludendo il percorso di riallineamento contabile avviato a luglio dello scorso anno che ha visto nell’ordine l’approvazione dei rendiconti 2013, 2014, 2015, 2016 e oggi, appunto, 2017.

Il documento contabile evidenzia un disavanzo di poco inferiore a 552 milioni di euro (di cui 163 milioni rappresentano il Fondo accantonamento di liquidità previsto per legge) e un saldo di cassa positivo di circa 488 milioni di euro. Il risultato di amministrazione finanziario derivante dalla gestione complessiva dell’ente al 31 dicembre scorso è positivo per 75 milioni di euro, e assume un valore negativo per gli accantonamenti di legge (per 243 milioni) e per l'importo delle economie vincolate (384 milioni).

"Si tratta di un importante successo che, come promesso, è stato portato a termine da questa amministrazione regionale - commenta Paolucci - e che permette finalmente di determinare in modo definitivo l'ammontare del disavanzo regionale, ponendo fine a una carenza informativa ereditata dalla amministrazione precedente".

Dai dati dell'andamento storico dei risultati relativi ai vari esercizi, emerge che il disavanzo totale è passato dai 738 milioni del 2013 ai 552 dello scorso anno. Il disavanzo da ripianare, al netto delle anticipazioni di liquidità, invece, è sceso dai 564 milioni del 2013 ai 389 dell'ultimo rendiconto. "

Una riduzione - continua l'assessore di 185 milioni di euro, a dimostrazione della buona gestione di risanamento portata avanti da questo governo nel corso del mandato. Una politica del rigore evidenziabile anche dal mancato ricorso ad alcun finanziamento da parte di terzi, con un miglioramento strutturale della gestione di competenza che vedrà ulteriori benefici negli esercizi futuri".

Il nuovo contesto contabile introdotto nel 2011 ha imposto una più stringente applicazione del criterio di prudenza, che ha comportato il ricorso a massicci accantonamenti che hanno peggiorato il risultato di amministrazione dell'ente. Complessivamente l'ammontare di questi fondi è passato dai 174 milioni del 2013 ai 243 milioni del 2017. "Se le strutture contabili tra il 2013 e il 2017 - conclude Paolucci - fossero rimaste omogenee, lo scorso anno il disavanzo sarebbe stato ancora migliore e pari a 483 milioni di euro".