Mercoledì, 5 Dicembre 2018 Sport

Assalto alla gioielleria Scafetta, quattro giuste condanne

La sentenza un anno dopo il colpo. La rapina in centro con un coltello

Sedici anni in 4 con il rito abbreviato e un quinto rinvio a giudizio con rito ordinario. E’ arrivata al capolinea la vicenda giudiziaria a carico dei presunti responsabili della rapina alla gioielleria Scafetta avvenuta la sera del 17 novembre 2017. Tre di loro, Luigi Gomeri, 24 anni; Nazario Infante, 20 anni e Mario Spinelli, 27 anni, tutti di San Severo, sono stati condannati a 4 anni e 2 mesi di reclusione e 1.200 euro di ammenda. Un quarto giovane, Carmine Ciavarella, 21 anni è stato condannato a 3 anni e 4 mesi di reclusione e mille euro di multa. Un quinto complice, Giovanni Russi è stato rinviato a giudizio.

Il processo è stato fissato al 5 febbraio 2019. Soddisfatta la parte lesa, Viviana Scafetta, titolare della gioielleria. La donna rappresentata dall’avvocato Pompeo Del Re si è costituita parte civile. “L’attenzione della magistratura vastese per la vicenda ha soddisfatto la mia cliente”, ha commentato l’avvocato Pompeo Del Re.

A distribuire le pene alla gang di pugliesi è stato il giudice Italo Radoccia. A rappresentare l’accusa è stato il pm, Gabriella De Lucia.

Soddisfatta la città. La rapina alla gioielleria Scafetta è ancora nella memoria di commercianti e residenti del centro storico. Con la scusa dell’acquisto dell’anello alla fidanzata, il 16 novembre 2017, Mario Spinelli entrò nella gioielleria a volto scoperto. Quando la titolare mise sul banco un rotolo di preziosi, il rapinatore afferrò la donna, le bloccò il collo con un braccio puntandole un coltello alla gola, e la stese a terra. Spinelli, che aveva agito a mani nude, fece poi entrare altri tre complici incappucciati e con i guanti che in pochi secondi afferrarono un sostanzioso bottino e fuggirono. A questo punto erano stati bravissimi i vastesi e il titolare dell’ottica Checchia. Inseguendo i malviventi i cittadini li costrinsero ad abbandonare quasi tutta la refurtiva. La gang riuscì a scappare solo con 5mila euro di preziosi. Le immagini di Spinelli fecero il giro delle gioiellerie e venne mostrata a Viviana Scafetta. La donna lo riconobbe subito. Il materiale gettato durante la fuga, affidato alla Scientifica rilevò le impronte papillari di Spinelli, già noto alle forze dell’ordine. La targa dell’auto usata per la fuga portò la polizia a San Severo dal proprietario, Carmine Ciarella. Anche l’abbigliamento indossato dai 4 e ripreso dalle telecamere fu i grande aiuto. Acquisite le prove la polizia chiese il loro arresto. A dirigere le indagini fu il pm di Vasto, Gabriella De Lucia. La difesa dei quattro davanti a prove inconfutabili ha chiesto e ottenuto il giudizio abbreviato. Nonostante la pena ridotta di un terzo, le condanne sono state comunque tutte superiori ai tre anni.

Paola Calvano (Il Centro)