Venerdì, 30 Novembre 2018 Chieti

“Amani Teatro”, di scena al Marrucino la creatività degli artigiani abruzzesi

Fino a domenica aperta la mostra di strumenti rari allestita per il bicentenario del teatro

Un evento dedicato al teatro, anzi a un teatro con la "t" maiuscola: il Marrucino di Chieti, ed alla sua storia bicentenaria nata nel 1818. Alla sua cultura. Ai suoi interpreti straordinari. A quanti sopra il palco e dietro le quinte ne sono ogni giorno protagonisti: attori, registi, musicisti, autori, ma anche tecnici del suono e delle luci, costumisti e scenografi. In una parola, di quanti con il loro impegno e la loro professionalità segnino quotidianamente la vita di un luogo di spettacolo per eccellenza.
Sipario alzato dal 27 novembre fino al 2 dicembre prossimo, a Chieti, per "AMAMI TEATRO", l’evento organizzato dalla Deputazione Teatro Marrucino, dal Fai e dalla Cna di Chieti in collaborazione con l’Unione Cna Artistico e Tradizionale dell’Abruzzo presieduta da Francesco Carullo.
Fino a domenica prossima, senza soluzione di continuità, ventiquattro ore su ventiquattro, di giorno e di notte, senza soste e senza stop, saranno proposti ai visitatori eventi, performance, mostre, spettacoli: una vetrina di tutto ciò che ha segnato e segna la vita di una eccellenza assoluta dalla cultura abruzzese e nazionale:
«Un omaggio alla città che vuole continuare a investire sulla cultura come fattore di sviluppo di un territorio e della sua economia, ma anche al lavoro dei nostri artigiani ed alle eccellenze che rappresentano» sintetizza Letizia Scastiglia, direttore della confederazione artigiana di Chieti.
La Cna è presente alla kermesse del Marrucino nelle vesti di co-protagonista, con una mostra di strumenti musicali rari e preziosi (alcuni, tipici, descrivono la tradizione regionale) messi a punto da maestri artigiani che li hanno realizzati o li curano come farebbe un medico amorevole con i propri pazienti; e, accanto alla tradizione, anche quelli che meglio non potrebbero descrivere l'innovazione:
rappresentata dalle nuove leve del firmamento musicale, ovvero da quelle aziende che propongono strumenti o apparecchiature avanzate, come amplificazioni.
«Attraverso una ricerca durata settimane e tantissimi contatti – spiega Carullo – abbiamo avuto modo di scoprire una realtà fatta di prodotti di altissima qualità realizzati nelle quattro province abruzzesi:
aziende che illustrano davvero il nostro territorio, che possono spesso vantare una storia lunghissima alle spalle, che hanno tramandato di generazione in generazione saperi e tradizioni, che hanno saputo vincere anche la sfida dell’innovazione».
In uno spazio tradizionalmente vissuto dagli amanti del teatro, come il foyer, fanno dunque bella mostra di sé strumenti rari e ricercati (archi, ottoni, pianoforti), accanto a quelli della tradizione musicale regionale (l’organetto, il piffero in pietra della Majella o più giovane fratello in ceramica). Ma pure accessori celebri (le corde musicali di Salle) con accanto apparecchiature sofisticate che dall’Abruzzo hanno letteralmente spiccato il volo per sfondare sui mercati di mezzo mondo. Tutti realizzati da una quindicina di aziende (Claudio Di Simone; Dado Iannelli; Giuseppe Liberati; Gino Sfarra; Gianni Tribotti; John Casalanguida; Della Noce; Angelo Fabbrini; Fratelli Toro, Salvatore Valentinetti; Marco De Virgiliis; Alessandro Pizzi; Janni; Augusta Di Leonardo; Antonio Di Leonardo-
Città della Musica) il cui nome è stato spesso associato a interpreti straordinari della musica classica
come del jazz, del rock come del blues.