Mercoledì, 13 Giugno 2018 Vasto

Pilkington, è stata firmata una ipotesi di accordo

Il piano industriale presentato dalla Pilkington prevede 30 milioni di investimenti

Vertenza Pilkington. Ieri pomeriggio il Consiglio regionale ha discusso sugli imminenti 120 esuberi dello stabilimento di Piana Sant’Angelo. A San Salvo intanto, lunedi sera è stata firmata l’ipotesi di accordo, fra Rsu e organizzazioni sindacali. Il piano industriale presentato dalla Pilkington prevede 30 milioni di investimenti. L’accordo è ritenuto da Cgil, Cisl , Uil e Cobas un ” accordo salva-posti”.

Sia le rsu che i sindacati provinciali si dichiarano soddisfatti. L’accordo ha evitato 500 esuberi. Da oggi l’ipotesi di accordo sarà giudicata dalle maestranze con un referendum. I dipendenti del colosso vetrario potranno esprimere il loro parere, oggi, domani e venerdi. Sabato si procederà allo spoglio.

Il documento prevede investimenti e prodotti competitivi. L’azienda ha già cominciato a sostituire le vecchie linee con le nuove e per il mese di agosto dovrebbero essere prodotti i nuovi pezzi. Pilkington punterà sulla qualità e l’innovazione. Gli investimenti annunciati dall’azienda prevedono anche l’attivazione di un laboratorio per i test sui nuovi materiali.

I sindacati sono impegnati in questo periodo su più fronti. Inutile dire che tutti sperano in una ulteriore riduzione degli imminenti 120 esuberi. L’arrivo di un anno di deroga per gli ammortizzatori sociali appare improbabile. Il riconoscimento le lavoro vicino ai forni come “usurante” potrebbe aiutare moltissimo.

Di tempo a disposizione ormai ce n’è pochissimo. A luglio potrebbero arrivare le lettere di licenziamento. Duemila lavoratori della fabbrica e altre 6mila dell’indotto aspettano un aiuto dalla politica, come promesso dal vice presidente della Regione, Giovanni Lolli. ” Lolli ha chiesto investimenti”, hanno ricordato i sindacati . “Gli investimenti sono arrivati. I lavoratori sono pronti a nuovi sacrifici. Ora tocca alla politica fare la propria parte”, hanno ripetuto ieri Cgil, Cisl e Uil.

Paola Calvano