Venerdì, 24 Maggio 2013 Nazionali

Il vento populista

Il populista tenta l’assalto al castello saltando la mediazione e rivolgendosi direttamente al popolo

di Davide D’Alessandro

 

C’è un vento, nuovo e antico insieme, che scuote l’Italia e l’Europa: il populismo. Nuovo perché assume sempre le sembianze della novità, del vento che spazza via ciò che resiste da tempo, le tante incrostazioni del potere costituito; antico, perché, come informa Bernardo Valli, gli storici ne fanno risalire le origini addirittura alla Repubblica romana. Ma di che cosa va in cerca il populista, che cosa vuole il populista? Vuole il potere. Cerca di conquistarlo solleticando i pruriti istintuali di un popolo deluso, amareggiato, tradito, impoverito, sconfitto. Chi, prima o poi, non attraversa una crisi economica, un’invasione di immigrati considerati barbari, un mutamento delle condizioni di vita e di relazione, una contrapposizione di ordine religioso, una caduta di legittimazione dell’élite abbarbicata al potere? Il populista tenta l’assalto al castello saltando la mediazione e rivolgendosi direttamente al popolo. Gli parla dandogli del “tu”, ricordandogli, giorno e notte, ciò che gli è stato tolto, i pericoli cui va incontro, disegnandogli scenari cupi, l’apocalisse sempre imminente. Gli promette la rinascita, la liberazione da tutti gli oppressori, interni ed esterni, materiali e morali. Fa leva sulla conclamata insoddisfazione del popolo, agita la sua insicurezza e accarezza il suo eterno bisogno di sicurezza. Il populista contro i politici che hanno rubato, il populista contro l’Unione Europea, il populista contro le banche, il populista contro chi ha affamato il popolo, il populista contro i padroni, il populista contro la religione avversa, il populista contro lo straniero, il populista contro il diverso. Grillo in Italia, Farage in Gran Bretagna, Le Pen in Francia, Lucke in Germania, Strache in Austria, Michaloliakos in Grecia, altri altrove. Essere populista è un mestiere contro, ma contro “per”. Per accedere al Castello che si dice di combattere e di voler abbattere. Con l’aiuto del popolo, con la speranza di gran parte del popolo. Destinato, poi, a restare deluso, perché il governo sta alla protesta come il sobrio all’ubriaco e guidare i popoli è qualcosa di estremamente complesso. Il populismo si ritorce sempre contro il populista. E, purtroppo, contro il popolo stesso. È solo questione di tempo. Se ci sarà tempo.