Lunedì, 20 Maggio 2013 VastoPossono le firme dei cittadini "intenerire" Lapenna?Il sindaco, dopo aver risolto la crisi, punta al rilancioImpegni di lavoro mi hanno tenuto fuori per alcuni giorni da Vasto. Giorni importati per la nostra città nel corso dei quali il Sindaco Lapenna ha risolto anche la crisi che aveva investito la sua maggioranza. A mente fredda, alla luce del rimpasto operato, mi permetto di esternare il mio pensiero a riguardo. Lapenna, a conferma della sua lunga esperienza politica, ha “salvato” la sua maggioranza facendosi scivolare addosso, come se nulla fosse mai accaduto, la durissima reprimenda di Luigi Marcello, coordinatore cittadino di “Giustizia Sociale” e vice presidente del Consiglio Comunale. Dopo quel duro intervento tutti davano per “spacciato” Mario Olivieri che, invece, è rimasto all’interno dell’esecutivo con nuove deleghe. Lapenna è riuscito ad accontentare i socialisti, che reclamavano una presenza in Giunta, senza scontentare gli altri partiti che avevano confermato in toto i loro rappresentanti. In effetti come avrebbe potuto il P.D. accettare di ridurre la propria rappresentanza e di cambiare gli assessori se quelli di SEL e Rifondazione Comunista sarebbero rimasti gli stessi? Lapenna, poi, ha completato il suo “capolavoro” facendo girare gli assessori con cambi di settore, accontentando anche qualche consigliere recalcitrante che chiedeva “movimenti” all’interno dell’esecutivo. Chiaramente la soluzione della crisi non è stata gradita dalle minoranze, che speravano nel ritorno anticipato al voto, e da quelle “Cassandre” sempre attente nel denunciare le cose che non vanno in questa nostra Città e che per settimane avevano pronostico il ritorno a casa del Sindaco e della sua coalizione. Qualche esponente del centro destra, rimasto da tempo senza arte e ne parte, per il proprio futuro sta puntando tutto sulla “caduta” di Lapenna il quale, invece, mostrando di avere uno stomaco di ferro, continua a gestire la città imitando, per certi versi, gli ultimi anni in cui gli esponenti del centro destra governarono Vasto. Anche allora gravi crisi interne, imboscate ed altro con il risultato finale che tutti conosciamo. Anche allora – a conferma che la politica è caratterizzata da personalismi e bramosia di potere - vi furono numerosi cambi di giunta. Lapenna se non vorrà far fare alla sua coalizione la stessa fine di quella guidata da Pietrocola & C. dovrà solo da cambiare metodo di gestione della cosa pubblica: accettando i consigli degli amici, aprendo ad una maggiore collegialità la gestione della cosa pubblica e realizzando un crono programma fatto di cose essenziali. Al cittadino elettore, di questi tempi, basta una buca in meno lungo la strada, una lampadina accesa davanti alla propria abitazione e meno erba lungo i bordi stradali. Un ex sindaco di Vasto, con questo tipo di politica, ci campò una decina d’anni. I richiami di Davide D’Alessandro ai colleghi dell’opposizione ad abbandonare la strada della richiesta di dimissioni del sindaco (ndr: “deve guidare la città fino al 2016”) non sono stati fin qui recepiti. C’è qualcuno che, riaprendo anche una segreteria politica, pancia a terra, spera di “intenerire” il primo cittadino presentandogli 3-4 mila firme di cittadini che invocano “un gesto d’amore per Vasto”. Cose di altri tempi. Iniziative improduttive che in questo tormentato momento che stiamo vivendo lasciano il tempo che trovano.
Michele Del Borrello |
