Venerdì, 4 Settembre 2009 Vasto

Vasto: morti per l’amianto, si teme la prescrizione

Ex Svoa, il portavoce Cucinieri: troppi rinvii, processo ingessato

Due operai morti per patologie correlate alla prolungata esposizione all’amianto, tre ex dirigenti indagati per omicidio colposo e un procedimento penale che, tra vari rimpalli, tarda ad arrivare in aula.
Sono ancora in attesa di conoscere la data dell’udienza preliminare le vedove e i familiari dei due lavoratori della Svoa di Punta Penna morti per neoplasie polmonari e pancreatiche. Decessi che, come
hanno evidenziato le perizie tecniche, sono da ricollegare alla presenza di fibre di amianto negli impianti e nelle strutture dell’azienda rilevata nel 1993 e riconvertita in Fox Petroli.
Il procedimento, avviato dalla Procura dopo la denuncia del Coordinamento esposti amianto, registra al momento tre indagati: Luigi Sparaco, Francesco Sgorbatie Francesco Santi, cioè i dirigenti che si
sono avvicendati alla guida della società di olii alimentari dal 1980 al 1993. Sono accusati di omicidio colposo: violando norme di legge e regolamenti avrebbero consentito l’esposizione dei due operai alla
pericolosa sostanza risultata presente nei 3.200 metri quadri di stabilimento.
La Procura contesta anche l’interramento dell’amianto e il suo stoccaggio illegale avvenuto omettendo «di applicare un adeguato protocollo sanitario specifico». A supporto della tesi accusatoria ci sono le
perizie tecniche disposte dalla magistratura e dalle parti civili rappresentate dagli avvocati Luigi Pignatelli ed Edi Biasone. Nonostante i riscontri investigativi - che hanno acclarato il nesso di causalità tra le morti e la prolungata esposizione all’amianto - il processo tarda ad approdare in aula. Anzi rischiava di essere archiviato se il giudice delle indagini preliminari avesse accolto la richiesta presentata nel novembre del 2006 dalla PmAnna Rita Mantini. In quella occasione i denuncianti insorsero e contestarono le conclusioni della Procura chiedendo la fissazione dell’udienza. Dopo tre anni il procedimento continua ad essere oggetto di rimpallo tra gli uffici giudiziari, col Gup del tribunale che ha
chiesto alla Procura di precisare ulteriormente il capo d’imputazione.
Il rischio è che il reato vada in prescrizione. «E’ un processo ingessato», tuona Franco Cucinieri, portavoce del Coordinamento esposti amianto, che porta avanti la battaglia e che nei giorni scorsi ha inscenato una manifestazione di protesta nella sede dell’Inps. «Sono sei anni che i familiari delle vittime e gli operai chiedono giustizia per i loro colleghi morti ottenendo solo rinvii», continua Cucinieri, «quello che sta succedendo è gravissimo».
Anna Bontempo