Il Re è nudo!
...e finalmente qualcuno l’ha detto
E così l’abbiamo scoperto. Qualcuno ha gridato quello che si mormorava da tempo: il Re è nudo! Lo sapevamo, sì; era un segreto da quattro soldi e tutti lo sussurravamo: il Re è nudo...Ma leggerlo sui giornali, in prima pagina, con quei grandi titoli, è come sentirlo per la prima volta.
I giornalisti, grazie all’aiuto di intercettazioni telefoniche poco discrete, ci hanno rivelato il gran segreto: la politica e l’economia trattano, si mettono d’accordo e s’aiutano.
Se non lo sapevamo, potevamo almeno immaginarlo: il potere politico e il potere economico s’intrecciano in un complicato gioco, in un difficile labirinto di appoggi e favori. Esistono ingenui che si sono stupiti dinanzi alla nudità del Re? Credo di no.
La nostra classe dirigente si appoggia reciprocamente e cerca di trarre vantaggi ovunque sia possibile: la vendita di una banca, una OPA, un’elezione, una manifestazione...Ogni occasione è buona per tessere una fitta rete di contatti che garantisca agevolazioni e aiuti nel momento del bisogno. Do ut des.
Ma non pensiamo a una grande cospirazione, né a un complicato piano per governare il mondo o a un giro di denaro sporco. Dietro gli accordi, le relazioni e gli appoggi non c’è niente di tutto ciò: è normale amministrazione.
L’imperfetto e poco migliorabile sistema democratico in cui viviamo prevede che i nostri rappresentanti cerchino continuamente il consenso, non solo dei cittadini, ma anche degli altri poteri forti della società. Questo è vero a Roma come a Vasto: ogni politico ed ogni imprenditore avrà la sua rete tessuta pazientemente negli anni che gli garantisce una certa visibilità e un certo potere d’influenza. Anche su questo si basa la nostra Democrazia.
L’Economia e la Politica si mischiano e si confondono: l’una non ha potere senza l’altra. Così come non avrebbe potere il Mondo Associazionistico, o la Chiesa, o la Cultura...Viviamo in una società complessa in cui i 'poteri sociali' si mescolano tra loro e si bilanciano, non c’è da stupirsi.
Il limite? La legalità. Poi, ognuno avrà le capacità per usare il suo 'potere' e decidere se appoggiare questo o quel gruppo: con il voto, con la partecipazione attiva, facendo la spesa, scendendo in piazza...
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