I sindaci anche oggi presi in giro da Chiodi e dalla Verì
Ascoltati in Commissione ma rimandati a casa a mani vuote
Li hanno presi in giro un'altra volta. I sindaci dei territori abruzzesi che, questa mattina, avevano nuovamente raggiunto L'Aquila per tentare di rimuovere il macigno calato ieri sera sulla sanità regionale dal Commissario Gianni Chiodi, sono stati ancora una volta turlupinati. Accolti in Commissione dalla presidente, Nicoletta Verì, e dal commissario, Gianni Chiodi, i sindaci presenti hanno tentato di convincerli a fare un piccolo passo indietro. Dopo aver fatto intravvedere una labile apertura, in chiusura dei lavori, così come aveva già fatto ieri sera, Chiodi si è chiuso a riccio rigettando ogni richiesta. Il Piano di Riordino andrà avanti secondo i programmi annunciati. “Mi sono preso la soddisfazione – ci ha detto il sindaco di Casoli, Sergio De Luca, uno dei più battaglieri – di poter dire in faccio a Chiodi, alla Verì ed ai commissari del centro-destra della Commissione quello che pensavo su di loro. Lo avevo già fatto ieri sera all’interno dell’aula consiliare. Magra consolazione visto che quelli hanno alzato un autentico muro di gomma”. Avvilito anche il sindaco di Vasto, Luciano Lapenna, che in qualità di presidente del Comitato Ristretto dei sindaci della Asl Lanciano-Vasto-Chieti ha tentato, fino all’ultimo istante, di far ragionare il Commissario Chiodi.
Un'altra “perla” per i consiglieri regionali di centro-destra del Vastese (Prospero, Tagliente ed Argirò) che, anche oggi, sono stati assenti e non si sono fatti vedere all’interno della sala dove erano in corso i lavori della Commissione Sanità. Per loro il problema non esiste. Vasto può perdere ben 70 posti letto e Gissi può chiudere i battenti. Loro sanno già dove potranno andarsi a curare…
Un'altra “perla” per i consiglieri regionali di centro-destra del Vastese (Prospero, Tagliente ed Argirò) che, anche oggi, sono stati assenti e non si sono fatti vedere all’interno della sala dove erano in corso i lavori della Commissione Sanità. Per loro il problema non esiste. Vasto può perdere ben 70 posti letto e Gissi può chiudere i battenti. Loro sanno già dove potranno andarsi a curare…
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