Honda: la produzione cala del 60%, scatta la cassa integrazione

Pubblicato Venerdì , 20 gennaio 2012
Nella foto, lo stabilimento Honda in Val di Sangro

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L'azienda giapponese annuncia 31 giornate di cassa integrazione tra aprile e luglio

La direzione della Honda di Atessa ha annunciato ai sindacati il ricorso alla cassa integrazione e mobilità per primavera in conseguenza della crisi di mercato delle moto. Non solo. La Honda ridurrà la forza lavoro con una procedura di mobilità per 30 dipendenti che lascerebbero l'azienda.

"I numeri annunciati dall'azienda sono allarmanti", dice Nicola Manzi, segretario provinciale di Chieti della Uilm. "Infatti per l'anno fiscale 2011/2012, che si chiuderà a marzo, la produzione sarà di 100.291 moto e 374.500 motori power e per il 2012/2013 i volumi scenderanno ulteriormente a 75.140 moto e 328.000 motori power. Per la Honda dal 2008 ad oggi c'è stata una perdita produttiva di circa il 60%. Per gestire questa ulteriore flessione negativa del mercato, la Honda farà quindi ricorso a 31 giornate di cassa integrazione tra aprile e luglio 2012 nel periodo che storicamente è di alta stagione produttiva".

"Dopo 40 anni di storia", aggiunge Manzi, "lo scenario è diventato molto preoccupante per i 668 dipendenti Honda e per circa 1.500 lavoratori dell'indotto. Alla Honda di Atessa abbiamo dato credito e fiducia con la sottoscrizione del 'Patto per la Competitivita' del 24 giugno 201', ora chiediamo l'intervento della casa madre giapponese con un progetto industriale fatto di nuovi modelli e investimenti per garantire un futuro occupazionale e produttivo ai circa 2.200 dipendenti della Honda e dell'indotto".

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