Sabato, 4 Febbraio 2012 VasteseFiglio e padre trovati morti in casaIl primo stroncato da un infarto, il genitore si sente male mentre cerca di soccorrerlodi Stefania Sorge
CASOLI. Prima un malore ha stroncato il figlio, poi è deceduto anche il padre. I corpi dei due uomini sono stati ritrovati ieri mattina, ma presumibilmente la morte risale a qualche giorno prima. Il dramma della solitudine si è consumato in una palazzina del centro, in viale Napoli, dove padre e figlio vivevano prendendosi cura l'uno dell'altro, pochi i contatti all'esterno. Così nessuno si è accorto di quello era accaduto nell'appartamento al secondo piano di un'abitazione. Sono trascorsi due giorni, forse tre, prima che qualcuno si domandasse che fine avessero fatto quei due uomini anziani, padre e figlio, una volta conosciuti in città come artigiani del rame. Angelo Di Rienzo, 96 anni, e il figlio Franco, 65, vivevano da soli, occupandosi l'uno dell'altro. Entrambi avevano seri problemi di salute. Angelo era costretto a letto, la bombola d'ossigeno portatile sempre a portata di mano. Ieri mattina è stata una parente, che abita al primo piano dello stabile, ad insospettirsi per la prolungata assenza di rumori dall'appartamento dei due uomini. Anche suonando alla porta nessuno si è fatto vivo. Preoccupata, la donna ha chiamato i carabinieri della caserma di Casoli che, una volta sul posto, hanno richiesto l'intervento dei vigili del fuoco del locale distaccamento per poter avere accesso all'abitazione. I pompieri sono entrati forzando una finestra della sala da pranzo, perché la porta era chiusa da dentro. Una volta all'interno, hanno iniziato a perlustrare i locali della casa fino alla triste scoperta: in una stanza adibita a camera da letto i due uomini giacevano a terra, entrambi privi di vita. Per loro non c'era più nulla da fare. I carabinieri di Casoli, coordinati dalla compagnia di Lanciano diretta dal capitano Massimo Capobianco, hanno convocato il medico di famiglia dei Di Rienzo, che ha accertato per entrambi la morte naturale. «Presumibilmente prima è morto il figlio e dopo il padre», spiega il capitano Capobianco, «il quale forse si era alzato per prestare soccorso al congiunto e si è sentito male a sua volta. Ma a quel punto non c'era più nessuno ad assisterlo. I due sono stati trovati dopo alcuni giorni perché, pare, non avessero molti rapporti con altre persone presenti nello stabile». La tragedia è avvenuta di notte, visto che Angelo e Franco Di Rienzo sono stati trovati con addosso i pigiami. Sui corpi non è stata richiesta l'autopsia: non ci sono segni di violenza, né segni di effrazione sono stati rilevati in casa nei primi accertamenti dei carabinieri. Nessuna indagine, quindi, è stata aperta. Resta però la realtà di un dramma scaturito dalla solitudine. Due uomini, uno vedovo e uno celibe, che per la maggior parte del tempo si assistevano l'un l'altro con l'unica altra compagna: la malattia. Una volta erano attivi e conosciuti, mastri ramai a Casoli, dove la famiglia Di Rienzo si era trasferita da Agnone, patria molisana dell'arte della lavorazione del rame. I più li ricorderanno così ai funerali che vengono celebrati oggi in paese. Fonte "Il Centro" |
