Denis, un fiore reciso troppo precocemente

Pubblicato Sabato , 14 agosto 2010
Nella foto: Denis La Penna

Nella foto: Denis La Penna

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Una riflesisone del Direttore di "Vasto Domani", Giorgio Di Domenico

Non si può morire così giovani per una corsa in motorino. Non si può dire ciao alla vita, agli affetti più veri e profondi, per una banalità, per una sorta di gioco. E soltanto dopo, quando l’irreparabile è avvenuto, capire che il motorino, oltre che un desiderio irresistibile, può trasformarsi anche in un’arma micidiale. La morte di Denis non deve restare una luttuosa notizia di cronaca, da dimenticare il prima possibile. Deve servire a qualcosa. Deve far riflettere, deve scuotere le coscienze della società civile perché simili eventi luttuosi non abbiano più a ripetersi. Faccio parte della società civile, e insieme a me, genitori, educatori, laici e religiosi, politici, istituzioni, associazioni e chi più ne ha ne metta. Qualcosa dentro la mia coscienza dice che devo fare qualcosa prima di dimenticare questo terribile fatto. Tutti abbiamo un figlio, un fratello, un nipote, un cugino in giovane età. Perché domani non capiti a lui, dobbiamo impegnarci civilmente da subito e fare tutto quello che è in nostra facoltà per porre un freno a simili tragedie ed onorare così il nome e la memoria di Denis, un ragazzo che non conoscevo, ma certamente ancora troppo giovane per dire ciao alla vita! Approfitto di questo spunto per rivolgere un accorato appello a tutti gli amici e colleghi della stampa locale perché non spengano sulle loro testate i riflettori su questa immane tragedia. La cronaca del fatto è già stata ampiamente raccontata, non mi riferisco ovviamente a quella, quanto alla possibilità di dare vita, attraverso i nostri giornali, a dibattiti sull’argomento, con l’intervento dei lettori e in particolare di esperti della materia, dai quali scaturiscano proposte e suggerimenti utili a ridurre le più gravi conseguenze di tali incidenti, da raccogliere successivamente in una sorta di “libro bianco” da sottoporre all’attenzione delle autorità e delle istituzioni.

Giorgio Di Domenico
Direttore di Vasto domani

giobaluma 18/08/2010 01:12:47
Condivido pienamente con quanto scritto nell'articolo.
toni 17/08/2010 00:32:57
UN ATTACCO FULMINEO E INASPETTATO DI UN RAMARRO NASCOSTO IN UN CESPUGLIO PUO' FARVI ANDARE ALL'ALTRO MONDO ANCHE SE, POVERO ANIMALE, PUR SE AGGRESSIVO NON PRODUCE GROSSI GUAI. LA REAZIONE DI UN ADOLESCENTE NON E' ABITUATA A SOSTENERE ATTI FULMINEI MENTRE FULMINEAMENTE TENTA DI SCAPPARE DAL PERICOLO; UNO SCAPPARE CHE A VOLTE PUO' PROVOCARE, COME IN QUESTO CASO, LA MORTE.
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